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Anche DVD John risponde per le rime a Jobs

DVD John smonta pezzo a pezzo le tesi di Steve Jobs: i numeri offerti sono falsati, il DRM è usato solo per trattenere l'utenza e Apple vuole solo confondere le acque. Robertson parte dai cocci per ricostruire il tutto: iTunes sia aperto e non vincolato

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Jon Lech Johansen torna a pungere. Lo fa dopo essere diventato il paladino dell’anti-DRM, dopo essersi guadagnato l’appellativo di DVD Jon e dopo aver aggirato FairPlay divenendo la spina nel fianco della sicurezza dei sistemi di controllo musicale Apple. DVD Jon usa il proprio blog «So sue me» per smontare pezzo a pezzo la tesi di Steve Jobs e ritorcendo contro il guru di Cupertino tutto quanto asserito in occasione della lettera aperta e del dito puntato contro le major.

DVD Jon estende la propria tesi su tre (1, 2 e 3) diversi post: Jobs cercherebbe di confondere appositamente le acque per girare a proprio vantaggio la situazione ma, solletica DVD Jon, «i fatti parlano più delle parole». Il DRM, infatti, sarebbe adoperato da iTunes semplicemente per vincolare l’utenza al proprio sistema in quanto «dopo aver acquistato 100 canzoni (99 dollari), 10 show televisivi (19.90 dollari) e 5 film (49.95 dollari) ci pensi due volte prima di passare ad un player che non sia Apple». I numeri forniti da Jobs relativamente ai 22 brani acquistati per ogni player potrebbero essere falsi: i player non più in uso sono molti, dunque ogni utente ha in media un quantitativo superiore di canzoni già acquistate ed è dunque ormai vincolato senza più possibilità di scelta.

Relativamente alla sicurezza di FairPlay in caso di concessione, DVD Jon affonda il colpo con sicurezza: il PlayForSure di Microsoft non è più vulnerabile del FairPlay di Apple e ciò nonostante Microsoft lo abbia concesso in licenza a vari operatori. Le teorie di Jobs, insomma, si smonterebbero da sole alla luce dei fatti e DVD Jon sembra essere ben lieto di poter evidenziare la cosa in parziare rivincita rispetto ai fatti del passato.

Un altro «dear Steve» giunge da un altro nome importante del settore: Michael Robertson, ex-MP3.com, usa il suo blog per dare qualche consiglio al collega di Apple. Il primo consiglio è quello di iniziare a vendere contenuti in formato MP3 dal proprio music store: se le major controllano il 70% della produzione musicale, l’altro 30% meriterebbe comunque una minima attenzione ed il DRM-free potrebbe essere l’approccio giusto. Consiglio numero due: eliminare il rapporto esclusivo tra iTunes ed iPod. La cosa non causerà problemi di sicurezza ed è dunque, alla luce dei timori di Jobs, perfettamente fattibile. Consiglio tre: aprire il proprio software ad altri music store. Consiglio 4: offrire iTunes anche agli utenti Linux.

Video:Steve Jobs: trailer del film con Michael Fassbender