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NIC: l’email non garantisce gli utenti

Il NIC ha gentilmente precisato i termini della questione relativa all'invio di una email al posto del fax per la LAR: la mail non sarà sufficiente in quanto non garantisce gli utenti. Le modifiche valgono solo per i mantainer, nulla cambia per gli utenti

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Il NIC ha acconsentito a precisare i termini della questione sollevatasi nelle ultime ore relativamente all’uso del mezzo email per l’invio della Lettera di Assunzione Responsabilità. Nella risposta si rettifica il fatto che l’invio da parte degli utenti rimane vincolato ai mezzi tradizionali, ma al tempo stesso il tutto ha motivi di fondo legati alla necessaria certificazione del registrante. Pubblico per intero la risposta del NIC ringraziando i responsabili per il sollecito interessamento (il grassetto è una nostra aggiunta per sottolineare i passaggi principali):

«Il progetto di Lar via email non è una novità: il suo avvento è stato dibattuto e preannunciato formalmente a tutti i maintainer nel corso delle due assemblee (giugno e novembre) che il Registro ha convocato lo scorso anno. La struttura è impegnata da tempo nella stesura del nuovo Regolamento di assegnazione dei nomi a dominio sotto il ccTLD .it, che entrerà in vigore il 1 marzo 2007: le novità sono tali e tante che si rimanda
alla lettura della newsletter del Registro […]. In questo
contesto la Lar via email è solo una piccola parte di un processo di
rinnovamento normativo e tecnico che ha radici lontane: la sua
attuazione è resa possibile solo con l’entrata in vigore del nuovo
Regolamento.
Il nuovo sistema di trasmissione, che affianca e non sostituisce gli altri (posta convenzionale e fax), è riservato ai maintainer che hanno un contratto attivo con il registro: le LAR inviate via mail dagli utenti finali non saranno prese in considerazione. Resta infatti, immutata, la necessità di identificare con certezza il mittente. Tale prassi, che ad alcuni pare eccessivamente burocratica, in realtà è la più preziosa forma di tutela dell’assegnatario che con la LAR rende specifiche dichiarazioni e se ne assume la responsabilità. È anche grazie a queste procedure che il Registro italiano (quinto fra tutti i ccTLD per numero di domini) può vantare un tasso di contestazione tra i più bassi del mondo: in media, una ogni 10mila nuove registrazioni. Tra le altre novità più significative introdotte dal nuovo regolamento si segnala l’introduzione degli “stati”, la standardizzazione delle procedure per i maintainer, un maggiore trasparenza per gli utenti finali (tutelati, tra l’altro, dalle inedite “norme di buona condotta”), le procedure “random” per la cancellazione dei nomi a dominio scaduti. Uno sforzo notevole – certo ancora perfettibile, come tutte le iniziative – che si muove nell’ottica di garantire a tutti, maintainer e utenti, un servizio equo, trasparente, accessibile
».

Ogni commento sulla vicenda verrà raccolto all’interno dell’apposita discussione su Edit.

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