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WIPO: allarme cybersquatting

La World Intellectual Property Organisation ha lanciato un forte allarme relativamente al fenomeno del cybersquatting: migliaia di casi sono stati segnalati nel 2006, in crescita rispetto agli anni precedenti: il trademark è messo in pericolo dai domini

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«Il sistema strategico per l’assegnazione dei nomi su Internet sta correndo un crescente pericolo a causa delle nuove tecniche usate dai cosiddetti ‘cybersquatter’, che potrebbero trasformarlo in una sorta di mercato rumoroso»: Reuters riprende così l’allarme giunto dalla World Intellectual Property Organisation (WIPO), agenzia Onu che si occupa della difesa della proprietà intellettuale. Il monito WIPO nasce in seguito alle oltre 1800 segnalazioni giunte nel 2006 in relazione ad altrettanti domini registrati in violazione di un qualche trademark.

«I nomi di dominio erano usati soprattutto come specifici identificatori per attività del business o da altri utenti Internet, ma attualmente molti nomi sono mere merci usate a scopi speculativi»: così Francis Gurry esprime le preoccupazioni WIPO ponendo accento particolare sul sistema del “domain-name tasting” quale orizzonte nuovo di «un mercato in gran parte speculativo».

A schierarsi sullo stesso versante nei giorni scorsi è stata Microsoft, da cui è giunta una forte invettiva contro il cybersquatting (o “typosquotting”): per il futuro prossimo vi sono da attendersi iniziative legali contro indirizzi web contenenti i termini Xbox e Microsoft, marchi registrati e tutelabili, per cui il gruppo pretende ora pulizia. Microsoft avrebbe già denunciato centinaia di responsabili in riferimento ad oltre 2000 indirizzi web. Un solo utente californiano, secondo quanto riportato da Bloomberg, avrebbe registrato ben 85 indirizzi contenenti il termine Microsoft.