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Kongregate: ecco lo user-generated game

Una comunità per il gioco online, un nuovo modo per i produttori di videogiochi di far conoscere i propri lavori: Kongregate raccoglie produzioni indipendenti ed offre in cambio una condivisione degli introiti promozionali

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Il suo nome è Kongregate e si propone di raccogliere i videogiochi indipendenti prodotti da un gruppo sempre crescente di programmatori appassionati di tale genere, tentando così di diventare una realtà di riferimento per i videogiocatori di tutto il mondo. L’esperienza di gioco è gratuita e viene esaltata dalla possibilità di gioco in contemporanea tra più utenti e dallo scambio di giudizi, informazioni e suggerimenti tramite chat. Non manca poi la possibilità di votare e commentare i giochi provati, le classifiche dei giochi più popolari e la possibilità di effettuare ricerche per tipologia e categoria.

Il portale è divenuto realtà grazie all’inventiva del trentaseienne produttore di videogiochi Jim Greer e agli investitori della Silicon Valley, i quali hanno sborsato quasi un milione di dollari per permettere la realizzazione del progetto. Greer ha avuto bisogno di pronunciare una sola frase, tanto semplice quanto seducente, per convincere i suoi futuri investitori:«È lo YouTube dei videogiochi» (Reuters). Kongregate è nato così nel Giugno del 2006 ed è stato per un certo periodo aperto su invito ai soli sviluppatori e ad alcuni appassionati di videogiochi. Terminata la fase di sperimentazione, il portale è stato aperto al grande pubblico ed attualmente ospita oltre 300 giochi raccolti in diverse categorie.

La tecnologia che sta alla base di tali produzioni è l’ormai collaudato Adobe Flash, strumento che permette di creare in maniera semplice prodotti interattivi anche molto sofisticati e che per questo motivo è diventato nel tempo la piattaforma di riferimento per la produzione ludica sul web. Pubblicare il proprio gioco su Kongregate non significa solamente raccogliere popolarità ma ottenere anche un certo ritorno economico: una fetta degli incassi derivati dalla pubblicità presente sul sito (dal 20 al 50 percento) viene infatti elargita agli sviluppatori sotto forma di microtransazioni. È possibile inoltre incrementare i propri guadagni utilizzando una raccolta di API che permettono di inserire dei messaggi pubblicitari all’interno dei propri videogiochi (ad esempio tra un livello e l’altro).