Dopo la Long Tail ecco la Thick tail

Nel web tutti ormai conoscono i principi della Long Tail, così brillantemente esposti da Chris Anderson prima nell’articolo su Wired nel 2004 e poi nel libro del 2006 “The Long Tail: Why the Future of Business is Selling Less of More“, libro che per ironia della sorte (lo ammette Anderson stesso nel suo blog) è

Nel web tutti ormai conoscono i principi della Long Tail, così brillantemente esposti da Chris Anderson prima nell’articolo su Wired nel 2004 e poi nel libro del 2006 “The Long Tail: Why the Future of Business is Selling Less of More“, libro che per ironia della sorte (lo ammette Anderson stesso nel suo blog) è diventato un best seller.

Anderson evidenzia come, nel nuovo mercato di Internet, i meccanismi distributivi e di vendita siano ribaltati. Cataloghi pressochè infiniti con zero costi di magazzino permettono di dedicarsi ai mercati di nicchia. Riportando esempi celebri come quelli di Google, Amazon, iTunes, MySpace.. dimostra che la somma delle vendite di prodotti di nicchia porta più business della vendita di migliaia di copie di pochi titoli.

Una ricerca di marzo di Forrester Research va oltre e proclama:

The End Of Mass Marketing – The Long Tail Turns Into The Thick Tail

La tendenza rilevata da Forrester research nel report “La fine del marketing di massa” prosegue lo scenario iniziato con la Long tail, ma si spinge oltre parlando di Thick Tail. Secondo Jaap Favier, (vice president e research director):

The Web provided niche brands with a distribution channel, as described by the concept of “the Long Tail”. Social Computing gives these niche brands a powerful marketing channel, enabling them to develop deep relationships with communities and increase market share and margins at the expense of big brands and mass media. Incumbents need to change their positioning drastically for damage control.

I grandi brand sono destinati a soccombere di fronte all’avanzare di prodotti e marchi di nicchia che (grazie alle nuove tecnologie) ora riescono a emergere e “irrobustirsi”. Il proliferare di strumenti di user generated content (o meglio consumer generated content) quali i blog, i forum, myspace, youtube e non ultima Second Life, permettono a chiunque abbia un po’ di capacità comunicativa e predisposizione al buzz marketing di far conoscere a una vastità di utenti i propri prodotti (di nicchia).

Per contro il consumatore è sempre più disposto a provare prodotti innovativi (lo dimostrano riconoscimenti come il Gran Premio Marketing e Innovazione) fidandosi di quello che legge su un blog o su un forum.

La coda quindi si allunga e alla fine diventa più spessa..

e i grandi brand come reagiranno?

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