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I costi di recesso anticipato delle Adsl nell’occhio del ciclone

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Finalmente il Decreto Bersani è stato accettato dagli operatori e dai provider.
Sappiamo anche che molti di loro per arginare la possibile fuga di molti utenti hanno inserito una penale in caso di recesso anticipato.
La penale nel caso di Telecom e Wind per esempio è di 40?, Tele2 60?, solo Tiscali per il momento non ne ha inserito.

Nulla di nuovo sotto il sole, se non fosse che adesso è arrivata la protesta in blocco dei consumatori.
Altroconsumo ha già fatto ricorso, ma si attendono tempi lunghi e le solite “scaramucce” legali.
Quello che non va davvero giù e il dover garantire una “buonauscita” agli Isp in caso di recesso anticipato.

Anche l’ADUC ha espresso preoccupazione dichiarando che questa penale lede lo spirito del decreto Bersani.

C’è però un “ma” e anche piuttosto grosso che forse garantirà all’operatore di poter richiedere la penale all’utente.
Le normative in questione infatti non impediscono di inserire una penale per il recesso. Anzi addirittura specificano che questa penale dovrebbe comprendere solo i meri costi tecnici per il cambiamento di Isp.

Costi che sono ridicoli, visto che bastano alla fine 5 minuti di lavoro in centrale. Tuttavia i legislatori temono che i provider mettano in gioco la questione delle ingenti perdite economiche causate dal recesso degli utenti.

Se prima comunque in caso di disdetta anticipata si doveva pagare tutti il canone rimanente, adesso gli operatori per coprirsi dalle perdite chiedono comunque il pagamento di una penale. Con questa scusa grazie al “buco normativo”, si teme che il balzello possa di fatto rimanere.

Nei prossimi mesi ne vedremo dunque delle belle…

Video:Misura Internet, il test di AGCOM per l’ADSL