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Viral video e video spoof alimentano il buzz sulla rete

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E’ noto ormai a molti che la potenza e la viralità di un video divertente, originale, irriverente, sconvolgente e politically scorrect ha contribuito a fare la fortuna e il successo dei vari Video Social Network a partire da Youtube e Google video, passando per Metacafe, Guba, Flurl, Grouper, ecc fino a sollecitare i grandi portali come Libero e Alice, in accordo con Dailymotion, affamati di sempre nuovi contenuti, a dotarsi velocemente di una sezione video sempre più frequentata.

Questi grandi contenitori di video sono tra i luoghi migliori all’interno dei quali utenti, creativi, aziende, multinazionali e agenzie di marketing e comunicazione possono depositare le loro creazioni multimediali per renderle visibili, condivisibili, commentabili e trasformabili.

Questi “luoghi” sono nati (o apparentemente votati) per soddisfare la voglia di user generated content che tanto sta coinvolgendo gli utenti del web, ma sono anche particolarmente adatti per diventare terreni fertili per il seeding di video realizzati da agenzie per conto di aziende o brand.

Molti dei video virali, infatti, fanno parte di quella strategia di Viral marketing e Marketing non-convenzionale di cui si avvale un azienda per rilanciare o dare una nuova immagine di se o dei propri prodotti che possa catturare l’attenzione di utenti sempre più annoiati dai soliti messaggi e dalla solita comunicazione.

Uno dei mezzi di cui si avvale il Buzz marketing per alimentare il passaparola su un prodotto, servizio o brand può essere un viral video.

Il grande potere che gli utenti/consumatori/clienti/persone possono finalmente esercitare nei confronti delle aziende è la possibilità di ricreare e dare un nuovo “senso” all’uso di un prodotto, come si verificò, per esempio, nel caso illustrato del video “esplosivo” coke + mentos, un co-marketing inaspettato da cui si svilupparono numerose emulazioni, sperimentazioni e bufale smentite tempestivamente, insomma un gran bel buzz!

Dall’invenzione si fa presto a passare alla trasformazione dei contenuti in molti spot di grande successo o molto noti perché passati sul piccolo schermo, che diventano spoof o parodie divertenti ed esilaranti.

Un caso recentissimo di parodia pubblicitaria è quello di Beck’s e del suo ultimo spot sull’impotenza sessuale. Il claim recita “La vita è quello che scegli“.
Lo spot televisivo termina senza mostrare il finale della scelta compiuta dal protagonista, quale occasione migliore offerta inconsapevolmente (o meno) per lasciare a noi la migliore interpretazione? Infatti sono nate diverse parodie, con finali demenziali, che non fanno altro che rafforzare il brand dell’azienda.

Personaggi, vip, politici della vita pubblica possono ritenersi famosi e un punto di riferimento affermato e osservato quando divengono oggetto della satira e dell’ironia dei comici. Allo stesso modo grandi e piccole marche possono aspirare a divenire parte dei momenti di vita delle persone quando si da modo a loro di reinterpretarle, copiarle, trasformarle e, perché no, prenderle in giro…