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Amazon e IBM, è pace sui brevetti

Amazon ed IBM giungono ad una conclusione amichevole dopo aver reciprocamente denunciato la controparte di sfruttamento irregolare di brevetti depositati. Amazon è costretta ad un esborso ma si giova di un accordo di sfruttamento brevetti per il futuro

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IBM e Amazon fanno la pace dopo mesi di liti, denunce e processi. I problemi erano insorti relativamente ad alcuni brevetti registrati da IBM (tra i gruppi più attivi del mondo nella registrazione di proprietà intellettuali) e sfruttati illecitamente da Amazon. Tre, soprattutto, i brevetti nell’occhio del ciclone: 5,442,771 (strumenti di conservazione dati in un network interattivo), 5,446,891 (particolare sistema di formazione dei link) e 5,319,542 (ordinativi online tramite catalogo elettronico).

Amazon ha immediatamente risposto all’offensiva denunciando lo sfruttamento da parte di IBM di alcune proprietà intellettuali in IBM WebSphere, il che ha trascinato entrambe le parti dalla parte del torto. A questo punto sono iniziate le trattative per giungere ad una soluzione amichevole, la cui comunicazione è giunta nelle ultime ore chiudendo definitivamente il caso.

Una somma non meglio specificata è stata versata da Amazon nelle casse IBM ed entrambe le parti si garantiscono vicendevolmente l’accesso a particolari brevetti utili a potenziare le attività di sviluppo dei due gruppi. Scott Hayden, responsabile Amazon per le proprietà intellettuali, etichetta l’accordo come un forte successo della propria azienda in quanto ne garantisce l’accesso al più vasto ed importante parco brevetti dell’industria dell’Information Technology. Entrambi i gruppi chiudono le contrattazioni a Wall Street dopo aver marciato in terreno negativo per tutta la giornata.