Bill Gates parla di sè, di Microsoft, del futuro

Bill Gates ha aperto i lavori allo Strategic Account Summit di Seattle spiegando che rimarrà al lavoro ancora per un anno per poi abbandonare, come già preannunciato, a metà 2008. Gates promette inoltre l’impegno del gruppo nei settori più problematici

Parla Bill Gates. A 360 gradi, su di sé e sul futuro di Microsoft, sul proprio ruolo nel gruppo e sulla propria visione di quel che il gruppo sarà dopo il suo abbandono. Strategic Account Summit, Seattle: parla Bill Gates ed ogni volta che viene sfiorato Yahoo gli analisti rizzano le orecchie per carpire una virgola fuori posto, un avverbio significativo, un qualsiasi indizio che delinei le intenzioni del guru di Redmond. Parla Bill Gates e lancia segnali in ogni direzione, ma l’argomento della settimana è accuratamente evitato in ogni sua forma.

Un primo cenno personale: Gates lavorerà per la causa Microsoft fino a metà 2008. Un anno ancora, dunque, per rimettere in carreggiata il gruppo nell’ottica di un cambiamento che, secondo il fondatore, rilancerà il nome dell’azienda in quei settori che ad oggi non la vedono ancora ai vertici ambiti. La ricerca e l’online advertising, in particolare, saranno il focus del gruppo per i prossimi mesi e Adam Sohn, direttore delle vendite e delle PR, rilancia il nome PhotoSynth come potenziale killer application per una rinnovata esperienza di ricerca e di advertising.

Gates spiega inoltre che il mondo dei media è destinato a subire una rivoluzione incontrovertibile e l’accelerazione verso il cambiamento è ormai prossima a capovolgere il settore portando sulla dimensione e sui principi digitali tanto i giornali quanto la tv. Internet è pronto a fagocitare tutto e, secondo Gates, in quel momento Microsoft sarà pronta a cogliere le opportunità emergenti.

Nelle stesse ore il titolo cresce nuovamente prolungando la serie positiva e Gates vende una piccola parte delle proprie azioni monetizzando il momento positivo. Gates non ha fornito indicazioni specifiche su alcun ambito particolare, limitandosi a definire a grandi linee quelli che sono gli obiettivi del suo gruppo a 1 anno dall’abbandono del leader. L’unico cenno più specifico giunge da Joanne Bradford, chief media officer del ramo MSN: la sezione è destinata ad importanti cambiamenti, ma nessun dettaglio viene fornito in merito e risulta nuovamente semplice, dunque, interpretare il tutto alla luce dei rapporti amichevoli intessuti con Yahoo e dei potenziali progetti comuni in ballo.

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