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Deframmentare, tool (e motivi) per farlo

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Chi si ricorda il comando DOS “defrag“? Ne è passato di tempo, ma la questione resta attuale: la frammentazione affligge ancora i nostri HD anche se è da chiarire se e quanto questo sia un problema per le prestazioni del disco e quanto valga la pena di investire per superare il problema.

In questa mini-review vorrei presentare tre prodotti: AusLogic Disk Defrag, Diskeeper e O&O Defrag, oltre all’utility di sistema già presente in Windows e leggermente ritoccata per Vista.

Se cancelliamo un file da 20 megabyte, liberiamo lo spazio che questo occupava… Supponiamo che ci fosse un file prima e uno dopo… resta un “buco” di 20 megabyte a disposizione del sistema. Scrivendo un file da 30 Mb, venti saranno scritti in quel settore, gli altri dieci… altrove! Questo in termini iper-semplificati è la frammentazione, ovvero la presenza più o meno cospicua di file il cui contenuto è sparso per il disco fisso, anziché essere contiguo.

Dato che i dischi sono dispositivi ad accesso sequenziale, leggono più velocemente un file contiguo rispetto a un file frammentato, in cui dovrebbero saltellare da una parte all’altra del disco.

I due fattori principali che determinano la frammentazione sono: la tecnologia del filesystem e la percentuale di spazio disponibile. Il secondo parametro è decisivo: tanto più il disco è pieno tanto più è difficile che i file non siano frammentati, che abbiano lo “spazio per crescere” se sono documenti che modifichiamo…

Quanto al filesystem, il vecchio FAT era stato progettato per gestire floppy con pochi file. Non aveva senso pensare di ridurre in qualche modo la frammentazione e i file venivano scritti uno di fianco all’altro. FAT si è evoluto nel tempo per supportare dischi più grandi (FAT32)… ma strutturalmente non è certo il sistema più all’avanguardia. NTFS se la cava decisamente meglio, ma all’aumentare dello spazio occupato soffre di frammentazione più di altre soluzioni (quali i filesystem di linux).

Sembrerà ridicolo: ma avere più dischi fissi, partizionati e con molto spazio libero è il miglior modo per avere prestazioni buone. Una partizione la useremo per archiviare filmati e altri file grandi che non modificheremo. Tenderebbero a frammentarsi facilmente in dischi “ad accesso frequente”. In una partizione possiamo mettere la cartella documenti degli utenti… ma soprattutto terremo d’occhio lo spazio libero: se compriamo un disco da 250 Gb non dovremmo pensare di usarlo tutto, non sarebbe il miglior investimento!

Windows ha un programma per la deframmentazione, una versione limitata di Diskeeper, basata su un’edizione vecchiotta e mai aggiornata più di tanto. Funziona solo “on-demand”, ovvero quando lo lanciamo intenzionalmente ed è famoso per la sua lentezza estrema.

Due alternative commerciali sono Diskeeper e O&O defrag.

Ho usato per anni Diskeeper, apprezzandolo per la rapidità e la possibilità di impostarlo e dimenticarmene (set it and forget it, il nome della funzione), ovvero lasciarlo lavorare in background impedendo al disco di frammentarsi. L’idea è ottima ma in dischi frammentati a volte inizia a lavorare pesantemente, col fastidio di sentir frullare il disco mentre lavoriamo.

Ho provato O&O Defrag e mi ha colpito l’interfaccia stile Office 2007, la rapidità con cui deframmenta i dischi e la leggerezza. Il prezzo dei due prodotti si aggira attorno ai 35 euro per O&O, e 25 euro per Diskeeper, entrambi nella versione “home”. Non è un prezzo altissimo ma per l’utenza domestica può risultare l’ennesimo obolo per tool di manutenzione, ma ho scoperto con piacere che si può evitare: AusLogic Disk Defrag è un’utility aggiornata e gratuita per lo scopo, peccato solo non abbia un sistema di deframmentazione in background.

Mentre fino al 2000 era un must dedicare un giorno alla settimana (anzi, una notte) alla deframmentazione, oggi forse diventa più importante investire in dischi capienti e rapidi, dato che l’investimento non è più sproporzionato come lo era un tempo rispetto ad un prodotto software. Tuttavia è utile deframmentare periodicamente i dischi in cui, per vari motivi, il rischio di frammentazione è elevato. Pensiamo ai dischi esterni: spesso sono capienti, formattati in FAT per essere letti da più computer e destinati a scrivere/rimuovere centinaia di file pesanti. Una deframmentatina ogni tanto, anche con AusLogic se non vogliamo spendere soldi extra, può fargli comodo!

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