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Dopo il web 2.0, arriva Google 2.0

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Arrendiamoci, non ci libereremo facilmente di questo termine coniato da O’Reilly e tanto abusato.
Leggo l’ennesimo articolo di come il web 2.0 abbia provocato ripercussioni sulle strategie di search engine optimization e di come gli utenti adorino condividere, scrivere, postare, taggare e quant’altro. Ma in questa settimana ci sono state importanti novità…

La recente introduzione della Universal Navigation Bar di Google in alto nella home page di Google.com, ma soprattutto la Universal Search (ovvero la presenza nelle serp di news, foto, mappe, libri e video) confermano la volontà da parte di Google di soddisfare le esigenze interattive dei navigatori.

Tanto che qualcuno parla addirittura di Google 2.0.

Queste modifiche apparentemente non così rilevanti, pongono però delle scelte ben precise sia alle aziende, che a chi si occupa di visibilità online. Per attirare visitatori nei risultati, e per mantenerli sul sito, le aziende dovranno sempre più puntare su questi servizi di intrattenimento/interazione. E i SEO e i SEM si trovano a dover posizionare anche immagini, video, news…

Uno degli elementi strategici sarà il corporate blog, vista la corsia preferenziale che Google sta dando in questo momento ai blog. Ma anche la presenza di contenuti video sia sul sito che su Youtube potrà decretare una maggior visibilità. E non sottovalutiamo i feed Rss (sarà per questo che si vocifera sull’acquisto di Feedburner da parte di Google?).

Senza arrivare a “giochini” come Twitter e Tumblr che sono adorati dai bloggers, ma completamente ignoti alle masse (nonostante il grande clamore Twitter è usato da nemmeno 1000 utenti in Italia e a livello internazionale da 100mila utenti registrati), sono un po’ preoccupata di come le aziende e i professionisti utilizzeranno questi strumenti.

Se è evidente la potenzialità del mezzo, è un po’ meno evidente chi abbia le competenze per sfruttarlo in maniera professionale.