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Alta definizione: copie legali o strategia di mercato?

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Secondo una recente notizia, il consorzio AACS starebbe prendendo accordi con le major cinematografiche, al fine di permettere la copia legale dei contenuti in alta definizione per uso privato.

Attualmente, le protezioni anti-pirateria fornite dalla AACS, rappresentano l’unico ostacolo alla copia illecita di contenuti in HD, su entrambi i supporti HD-Dvd e Blu-Ray. Al contempo, l’utilizzo di tali sistemi di sicurezza, impedisce al consumatore di creare una copia di backup dei propri contenuti per uso personale.

Ma qual è la motivazione principale che ha portato a una tale decisione? Concedere diritti al consumatore? Oppure dietro questa mossa si cela una strategia di mercato?

Permettere un numero infinito di copie, causerebbe sicuramente un aumento incontrollato della pirateria. Consentire invece un numero di copie limitato per ogni contenuto, ad esempio 2, potrebbe rivelarsi una strategia vincente.

Se il consumatore fosse in grado di diffondere solo qualche copia, magari a parenti e familiari, questi potrebbero considerare l’acquisto dell’hardware necessario alla visualizzazione dei contenuti in HD, diventando inoltre potenziali clienti delle stesse major cinematografiche.

Si tratterebbe di una “pirateria tollerabile”, che garantirebbe alle società che supportano gli standard HD un discreto ritorno economico.

La proposta avanzata da AACS è piaciuta ai supporter del formato HD-Dvd, mentre è stata rifiutata dal consorzio Blu-Ray. Anche tra le case cinematografiche, c’è chi è a favore e chi no.

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