iTunes, lavori in corso per il DRM-free

iTunes si prepara al DRM-free: il music store è stato aggiornato, il nuovo client è già disponibile ed a questo punto mancano solo più i brani da acquistare (tutti momentaneamente di provenienza EMI). I brani avranno qualità maggiore e costeranno 1.3 euro

Tutti i tasselli stanno andando al proprio posto e la musica priva di Digital Right Management sta per arrivare. Il primo passo è stato compiuto dal music store online, ormai adeguatosi alle nuove funzioni senza che tuttavia siano già a disposizione i primi brani. Il secondo passo è stato compiuto dal software: iTunes è stato aggiornato alla versione 7.2 per gli utenti Macintosh ed il client è ora pronto a gestire anche i brani privi di DRM. Manca solo più la musica in sè, la quale è stata promessa da Apple entro Maggio: rimangono dunque solo 24 ore e nessun rinvio sembra essere nell’aria.

La musica priva di DRM avrà tre caratteristiche peculiari rispetto agli acquisti tradizionali di iTunes:

  • avrà qualità maggiore, passando da 128 kbps a 256kbps;
  • avrà costo maggiore, passando da 0.99 a 1.29 euro per brano;
  • sarà riproducibile su qualsiasi player MP3.

La prima casa discografica accordatasi con iTunes, senza vincoli di esclusività, è la EMI: la sensazione è quella per cui presto altre case discografiche possano allinearsi alla scelta che va a dare i propri primi esiti di mercato nelle prossime ore. Il cambiamento è radicale: i brani acquistati senza DRM («iTunes Plus») su iTunes non saranno così più univocamente ricollegati all’iPod, il che potrebbe scardinare il rapporto simbiotico finora detenuto tra il music store ed il player con la mela. Va segnalato come i brani acquistati precedentemente potranno essere riconvertiti alla versione DRM-free tramite una semplice funzione di aggiornamento ed un pagamento della differenza corrispettiva di 30 centesimi per unità traslata.

Update
Un giusto appunto da un lettore:
«con la versione “plus” (senza DRM) dei brani di iTunes, si scaricano
degli AAC, che non tutti i lettori mp3 leggono. La scelta dell’AAC è strategica:
– gli iPod leggono gi AAC, altri lettori MP3 dovranno adeguarsi (ed
eventualmente pagare a Apple una roy per utilizzare la loro tecnologia
di codifica);
– codificando in AAC Apple non deve corrispondere royalties al
Fraunofer institute per la licenza dell’MP3

Ciao, G.»

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