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L’Ipv6 tarda ad arrivare e intanto gli ip si stanno esaurendo…

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Mi ricordo 2-3 anni fa, le entusiastiche impressioni degli utenti sull’imminente arrivo dell’Ipv6.
Per chi non sapesse cosa sia Ipv6 apro una piccola parentesi: questa sigla identifica la versione 6 dello standard Ip di internet.
Questo nuovo standard oltre a garantire nuove servizi e semplificare l’uso della rete permetterebbe di poter gestire un numero ben maggiore di Ip da distribuire agli utenti.

Bene, chiudendo la parentesi tecnica, torniamo alla questione di apertura di questo articolo.
3 anni fa ci si sfregava le mani per l’avvento dell’Ipv6 e molti smanettoni avevano potuto avere la possibilità di testarlo con piena soddisfazione in anteprima modificando alcuni sistemi unix o grazie a particolari applicazioni.

Bene, questo era appunto 3 anni fa e allora si diceva che nell’arco di un paio di annetti finalmente avremo avuto la migrazione dall’Ipv4 all’Ipv6.
Siamo oramai a metà del 2007, molti sistemi operativi “dichiarano” di supportare il nuovo standard, ma di concreto, non c’è stato nulla, e anzi…. previsioni sulla migrazione non se ne fanno più.

Tutto fermo dunque o quasi, peccato che sia scattato l’allarme per l’avvicinarsi dell’esaurimento degli Ip nello standard Ipv4.
Stando al Registro Americano per i Numeri Internet rimarrebbero liberi solo il 19% degli Ip totali.
Una percentuale davvero bassa soprattutto calcolando che entro il 2010 (tra 2 anni e poco più) gli Ip liberi termineranno.

E’ necessario dunque accelerare il processo di migrazione anche se su questo fronte come detto c’è fitta nebbia….
Nel frattempo si potrebbe correre ai ripari mettendo delle pezze e cioè usare in modo massiccio il NAT e quindi soprattutto nelle connessioni domestiche, assegnare un solo Ip pubblico ad un range preciso di utenti che quindi navigherebbero in una sorta di rete privata.
Un metodo identico a quanto fa per esempio Fastweb da molto tempo.

Soluzione posticcia che può solo ritardare il problema.
In realtà è assolutamente necessario progettare minuziosamente la migrazione al nuovo standard e farlo in fretta, o presto ci troveremo di fronte ad una vera emergenza!

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