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La memoria storica e la rete

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Da sempre Internet viene utilizzata anche come grosso archivio dove poter stipare un po’ di tutto.

Inizialmente le pagine venivano elencate secondo le loro URL, poi si passò alle categorizzazioni, alle classificazioni, alle tassonomie per giungere oggi a discutere di web semantico, folksonomie e web 3.0.

Resta però ben radicata nella Rete la sua nobile funzione di conservazione dei materiali. Nascono sempre più spesso nuove piattaforme che raccolgono immagini, video, ecc, che cambiano le regole e sconvolgono le prassi fino ad ora applicate.

Da molto tempo a questa parte quando un professionista necessita una foto da inserire nella sua brochure o nel suo articolo si reca su GettyImages, trova ciò che fa al caso suo, e, a volte, acquista anche i diritti per utilizzarlo.

Fotolia, nell’era del 2.0, propone una seria alternativa, offrendo la possibilità agli utenti non solo di acquistare ma anche di vendere le proprie foto o i propri video, mette a disposizione un blog, un forum e un wiki, oltre, naturalmente, ad una sezione del sito tutta da personalizzare.

Nell’ambito dell’archiviazione (e condivisione) dei soli video, troviamo tra le ultime novità una piattaforma molto interessante Metacafe, che fin dalla sua nascita ha strutturato i suoi servizi in perfetta condivisione con gli utenti che generano contenuti.
Metacafe, infatti, divide i proventi pubblicitari con gli autori dei video che superano una certa soglia di visite.

Visti i risultati sensazionali di archivi multimediali online, anche la Commissione Europea ha deciso di utilizzare la Rete come grande archivio per la conservazione della memoria storica. Un’iniziativa importante utile soprattutto alle generazioni future che avranno sempre meno contatti con un pezzo di storia che non possiamo dimenticare.

Nasce così Era, archivio online della resistenza europea, presentato lo scorso 14 maggio in Italia, durante una conferenza nella mediateca dell’Università di Modena e Reggio, e precedentemente l’8 maggio a Berlino. L’idea di questo progetto nasce più di 10 anni fa ad opera dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea di Reggio Emilia (Istoreco), patrocinato dalla Commissione Europea, e ha finalmente visto la luce a conclusione di un articolato studio che ha coinvolto, insieme alla Provincia di Reggio Emilia, associazioni di Austria, Francia, Germania, Italia, Polonia e Slovenia. Tutte impegnate a raccogliere testimonianze di partigiani, prigionieri e rifugiati di quel periodo.

Il progetto comprende la costruzione di un archivio e di un portale a cui hanno partecipato molti studenti degli istituti scolastici del reggiano, cui è stata offerta l’opportunità di condurre alcune videointerviste ai pochi testimoni della Resistenza ancora in vita. Da febbraio ad aprile è stato costruito il sito web che ospita la storia della Resistenza di ogni paese partecipante: nazismo, fascismo, Resistenza e occupazione hanno avuto infatti storie diverse a seconda dei Paesi. Lo scopo fondamentale del progetto è creare una coscienza ed una memoria antifascista condivisa a livello europeo.

Le videointerviste realizzate sono naturalmente tutte catalogate e quindi ricercabili secondo il periodo e luogo in cui la Resistenza si è concretizzata, oppure secondo il luogo di residenza e il nome dei testimoni. È possibile anche vedere le videointerviste selezionando solo i diversi temi che vengono trattati dai protagonisti oppure si può fare una ricerca delle interviste per singolo argomento: cliccando su “antifascismo” potremo, per esempio, vedere e ascoltare i frammenti di interviste che approfondiscono direttamente questa tematica.

Sul sito sono, infine, disponibili una mappa interattiva che indica, per ogni Paese, dove erano situati i campi di concentramento, dove si sono concretizzate maggiormente le lotte dei partigiani e dove abitano ora i testimoni che hanno rilasciato le interviste e uno specifico glossario dei termini più ricorrenti ed utilizzati negli anni della seconda guerra mondiale. Termini conosciuti da molti, ma spesso ignorati dai più giovani.

Questo è uno dei pochi casi in cui il web 2.0 viene applicati alla cultura e nello specifico alla storia. Voi conoscete qualche altro sito web 2.0 che tratta questi argomenti?

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