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iPhone, il momento della verità

Paul Thurrott elenca, a pochi giorni dall'esordio dell'iPhone, i maggiori difetti del concept di casa Apple. Tra le critiche maggiori quella verso una tastiera poco performante, opinione peraltro condivisa anche da Engadget

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Mesi di rumor, settimane di dibattito continuo ed ora, quando ormai mancano pochi giorni al debutto sul mercato, qualche voce fuori dal coro tenta di smontare l’alone immaginifico che Apple ha creato attorno al proprio telefono. Perchè l’iPhone è magnifico, va detto: design, concetto, idea, principi, tutto sembra dipingere un quadro perfetto senza sbavature di fronte al quale anche il prezzo sbiadisce. 400, 500, 600 dollari, poco importa: il telefono perfetto sembra essere stato partorito e se anche l’operatore chiedesse 2 anni di contratto non ci sarebbe problema: l’iPhone vale una scelta tanto impegnativa.

Le prime ore dell’iPhone potrebbero essere costellate dei tradizionali episodi di ressa per avere in anteprima l’attesissimo device (una certa carenza nelle forniture potrebbe artificiosamente crearne i presupposti), ma ora c’è che tenta di evidenziare i problemi possibili incrinando la fiducia degli utenti prima che l’acquisto sia formalizzato. E se l’iPhone non fosse perfetto? E se i difetti fossero dietro a tutto ciò che ancora non si è visto (nè, soprattutto, toccato?). E se i giudizi fossero relativi all’immagine che Apple ha dato del telefono, mentre nulla è ancora basato sulla realtà di un dispositivo che invece potrebbe rivelarsi quantomeno fragile sotto molti punti di vista?

Fino ad oggi la rete si è schierata soprattutto a favore del telefono con la mela ed in pochi hanno osato sollevare critiche concrete. Non aver messo il telefono in mano a nessuno, peraltro, permette ad Apple una certa tranquillità: il telefono non è attaccabile se non con illazioni e teorie, il tutto tranquillamente soffocabile sotto l’enorme mole di rumor e indizi che quotidianamente sono stati instillati sulla stampa e nella blogosfera.

Non a caso la critica più estesa e circostanziata giunge da un riferimento notoriamente vicino a Microsoft: Paul Thurrott ha elencato sul suo SuperSite for Windows tutta una serie di motivi per cui sarebbe lecito dubitare dell’iPhone, se non altro per muoversi all’acquisto con senno e ragionevolezza: la durevolezza del monitor va verificata, perchè se l’iPhone dovesse graffiarsi appena messo in tasca significherebbe avere uno speldido gingillo rovinato dopo pochi giorni d’uso normale; la memoria è scarsa per conservare i contenuti cinematografici in quanto pochi Gb servono a portare qualche dato e 1-2 contenuti video ad alta qualità; la connessione a internet non è sufficientemente performante e potrebbe pertanto non offrire tutto quel che il telefono promette; troppe compatibilità sono negate, soprattutto in ambito Microsoft;il browser interno (Safari 3) non è qualitativo quanto avrebbe potuto esserlo se la scelta fosse caduta su Firefox, prodotto di ben maggiore caratura a giudizio di Thurrott.

Un elemento in particolare subisce le angherie dell’opinione dell’autore di SuperSite for Windows: la scrittura tramite il touchscreen. Secondo quanto indicato, il tastierino sarebbe limitativo e senza una tastiera vera e propria le performance in scrittura sarebbero oltremodo limitative. In un periodo in cui si fanno vere e proprie gare di velocità nella digitazione degli SMS, difficilmente l’iPhone potrebbe gareggiare in questi contest con il proprio touchscreen su display multi-touch.Tale indicazione è condivisa anche da Engadget, secondo cui alcune prove di un tester segreto avrebbero evidenziato l’insorgere di molti errori in fase di scrittura e, soprattutto, solo la digitazione con un solo dito avrebbe funzionato a dovere (limitando così pesantemente la velocità di composizione e la correttezza delle parole). Niente multi-touch, dunque, se si vuole essere sicuri di quel che si scrive. E senza multi-touch l’utenza business potrebbe avere un ulteriore buon motivo per mantenersi alla larga dal telefono Apple.

Reuters, invece, raccoglie varie voci contrarie a partire dalla gente comune e per tutti la pulsione è la stessa: «il telefono è bellissimo, ma…» e l’alto prezzo sembra essere il primo ostacolo pesante al cospetto di quella che a tutti gli effetti è una sorta di “all-in” pokeristico anche per Apple. Quanti intendono scoprire in anteprima le qualità del dispositivo possono farsi prendere per mano dalla guida messa a disposizione da Apple sul sito ufficiale dell’iPhone: un contributo di 20 minuti è disponibile in streaming ed in download per poter apprendere nuovi dettagli sul prodotto a pochi giorni dalla commercializzazione statunitense (in Europa l’attesa proietta il telefonino solo ad una distribuzione in autunno).

Un sondaggio è nel frattempo stato lanciato in pasto alla blogosfera italiana: sebbene l’iPhone in Italia non arriverà ancora per un bel po’, quanti sarebbero oggi disposti a comprarne uno? VoIPBlog ha posto l’interrogativo per il quale rimaniamo in attesa di un responso. 29 Giugno, la data è questa: l’iPhone è atteso alla verità. L’entusiasmo di Jobs o le risate di Ballmer? Il coraggio di Apple o il realismo di Nokia? Le ambizioni del telefono proprio o il pragmatico orizzonte di Windows Mobile? Come per incanto tutti i punti interrogativi stanno per scomparire: entro pochi giorni ogni opinione sarà spostata alle estreme conseguenze e nessuna mezza misura sarà ancora valida: si o no, dentro o fuori, comprare o non comprare.

E la cosa vale a maggior ragione per le azioni Apple, per le quali Bloomberg suggerisce una vendita anticipata per evitare i rischi della presentazione dell’iPhone, momento in cui le attese verranno meno e parleranno i numeri. Le aspettative potrebbero essere troppo alte, ognuno sappia il grado di rischio qual’è e decida di conseguenza pur se in bilico tra le due correnti di pensiero: l’iPhone sarà un propellente decisivo per un ulteriore rincaro del pacchetto azionario, oppure l’iPhone sarà il climax di una ascesa destinata a rientrare. Insomma: si o no, dentro o fuori, vendere o non vendere. Occorre scegliere. Subito.