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2.0: il Super Erore tuttofare

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Che il 2.0 sia una bubble o meno è discutibile fino a quanto volete specialmente quando capiremo se le aziende capitalizzeranno gli investimenti e non scoppierà il mercato, ma ergere il valore del nuovo Web, quello fatto di condivisione ed economia del dono, come soluzione di problemi più importanti ed essenziali mi sembra azzardato se non utopico.

L’idea dei microcrediti sviluppata da Kiva.org può essere forse veramente d’aiuto: si tratta di piccoli prestiti senza interesse concessi ad iniziative imprenditoriali intraprese nei Paesi più poveri.

Non ho trovato invece per ora abbastanza efficaci iniziative come i telefonini a meno di 30 dollari o progetti come One Laptop per Child che cercano di portare PC da meno di 150 dollari laddove forse manca anche il cibo ed i beni primari.

C4 ha come obiettivo quello di fornire supporto all’ONU per quanto riguarda la situazione Africana nel raggiungere gli obiettivi del 2015: non si capisce bene in che modo vogliono realizzare la diminuzione della povertà con investimenti mirati ma il sito è comunque costituito da un corporate blog.

Il peer to peer sociale, inteso come aiuto di tutti, ha portato ad idee come Family-to-family, un organizzazione no profit che cerca di aiutare le famiglie in difficoltà con un aiuto concreto che si basa su donazioni, anche via Paypal.

Secondo voi il 2.0 può essere il Super Eroe dei giorni nostri e risolvere problemi come la fame del mondo? Può un associazione no profit utilizzare il web 2.0 per portare aiuto dove ce ne è bisogno?