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iTunes, 3 miliardi di tracce vendute

Apple notifica con orgoglio di aver raggiunto il traguardo dei tre miliardi di brani venduti tramite il proprio music store iTunes dal giorno in cui, nel 2003, il progetto prese il via. Ancor oggi iTunes è il cuore delle attività del gruppo

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Apple ha notificato con orgoglio il raggiungimento di un nuovo importante e simbolico traguardo per il proprio music store iTunes. Sta tutto nel comunicato ufficiale diramato dall’azienda di Cupertino: «Apple annuncia che oltre tre miliardi di canzoni sono state acquistate e scaricate da iTunes Store. iTunes è il più popolare store al mondo per musica, film e telefilm, con un catalogo da oltre 5 milioni di brani, 550 show televisivi e 500 film».

Il traguardo è comunicato in termini assoluti, ma anche in relazione alla concorrenza: «iTunes ha recentemente sorpassato Amazon e Target diventando il terzo rivenditore musicale degli Stati Uniti» (dati NPD Group). Apple oggi controlla il 10% del fatturato globale dietro ai big Wal-Mart e Best Buy. Il traguardo concentra in sè tutta una serie di significati: da una parte v’è nei 3 miliardi di brani tutto il potere contrattuale dell’azienda nei confronti delle case discografiche; dall’altra il numero ben rappresenta l’importanza del music store nella rivoluzione avviata nel 2003 da Apple nel settore della musica; infine in quel numero v’è tutto il successo che ha portato iTunes ed iPod a trainare Apple nuovamente nell’Olimpo dell’ICT internazionale.

Nel giorno del traguardo, iTunes si trova però il bastone tra le ruote: Eminem ha annunciato una denuncia nei confronti del music store spiegando che Apple non aveva diritto di distribuire brani per cui il rapper non aveva rilasciato apposita concessione alla propria casa discografica (la Universal, peraltro in rotta con Apple a causa di un problematico accordo tra le parti per il rinnovo della collaborazione precedente).

iTunes non ha oggi alcun serio concorrente al trono nel mondo dei music store e la rivoluzione avviata con EMI nel settore del DRM-free potrebbe ulteriormente aumentare proventi e numeri assoluti di un fenomeno che, parte integrante anche del progetto iPhone, è forte parte in causa nell’impennata della quotazione del gruppo di Cupertino.