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Nokia, i numeri d’oro della trimestrale

Il management l'aveva sostenuto fin da subito: l'iPhone avrebbe solo fatto bene al mercato Nokia fomentando il bisogno di cellulari più evoluti tra l'utenza. Così è stato e la trimestrale Nokia conferma la bontà delle strategie dell'azienda europea

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Il mercato Nokia va a gonfie vele. I timori legati all’iPhone sembrano scacciati ed il successo dell’N95 (espresso a parole, ma non quantificato al momento) è il segnale più forte del fatto che l’azienda nordica rimane al momento al top del settore nonostante tutto. Il balzo in borsa è solo la logica conseguenza dei numeri espressi dall’ultima trimestrale.

Nokia ha venduto in tutto, in un solo trimestre, 100.8 milioni di dispositivi. Il dato risulta essere in crescita dell’11% rispetto al trimestre precedente e del 29% rispetto ad un anno prima. Aumenta anche il costo medio sostenuto dagli utenti per aggiudicarsi il telefono: 89 euro nel primo trimestre, 90 euro in quello testè conclusosi (il che significa uno spostamento tendenziale verso dispositivi di maggior profilo, tendenza che Nokia vedeva trainata proprio dall’insorgere della nuova generazione di telefoni in stile iPhone).

Il gruppo si attende comunque ora un generale rallentamento del mercato. Tale previsione è originata tanto da un previsto calo della domanda, quanto dall’emergere di nuovi fattori concorrenziali destinati a saturare ulteriormente il mercato ponendo nuovi ostacoli sul percorso del leader (oggi in possesso del 38% del mercato, oltre il 37.7% stimato dagli analisti alla vigilia).

La trimestrale ha riportato un introito netto di 12.59 miliardi di euro, in aumento del 28% rispetto ai 9.8 della seconda trimestrale dell’anno precedente (ma, nonostante ciò, al di sotto dlla quota auspicata dagli analisti: 12.92). Il profitto, grazie ad una pressante politica volta alla riduzione dei costi ed all’individuazione di nuove sinergie, è addirittura più che raddoppiato nel periodo monitorato passando nel giro di un anno da 1.14 a 2.8 miliardi. L’EPS sale ad oltre 0.7 euro per azione, il che determina fin dall’apertura del mercato un aumento di 7 punti percentuali del valore azionario del titolo.