Hard Disk ibridi: un buco nell’acqua?

Nei mesi scorsi si è parlato molto della tecnologia degli Hard Disk Ibridi: si tratta di drive costruiti combinando piatti magnetici per l’archiviazione di grandi quantità di dati e memorie NAND Flash, di dimensioni piuttosto ridotte, per velocizzare le operazioni di trasferimento.Questi drive rappresentano uno step intermedio tra i classici dischi a piatti magnetici e

Nei mesi scorsi si è parlato molto della tecnologia degli Hard Disk Ibridi: si tratta di drive costruiti combinando piatti magnetici per l’archiviazione di grandi quantità di dati e memorie NAND Flash, di dimensioni piuttosto ridotte, per velocizzare le operazioni di trasferimento.

Questi drive rappresentano uno step intermedio tra i classici dischi a piatti magnetici e i più moderni, e decisamente più costosi, SSD (Solid State Disk). L’obiettivo della tecnologia ibrida è quello di garantire prestazioni ottime ad un prezzo abbordabile per la maggior parte degli utenti.

Il recente lancio sul mercato del primo drive ibrido di casa Seagate, il modello Momentus 2.5″ 5400 PSD, ha destato molti dubbi, non mantenendo le promesse fatte in termini di prestazioni, soprattutto per quanto riguarda l’uso in abbinamento al sistema operativo Windows Vista.

L’hard disk Momentus 5400 PSD è reperibile in versioni con capacità da 80GB, 120GB o 160GB e integra un quantitativo di memoria NAND Flash pari a 256MB. Secondo le dichiarazioni di Seagate, il disco è in grado di mantenere una velocità di trasferimento di 44MB/sec, con tempi medi di seek a latenza pari rispettivamente a 12.5 ms e 5.6 ms.

L’uso combinato del drive con la tecnologia ReadyDrive del sistema operativo Windows Vista avrebbe dovuto garantire un “boost” prestazionale decisamente elevato, mantenendo il consumo di energia a livelli minimi.

Purtroppo, le prime impressioni dei consumatori hanno rivelato come queste promesse non sono state mantenute. Si tratta di un buco nell’acqua per Seagate?

Melissa Johnson, product manager di Seagate, ha comunicato che le cause del mancato incremento di prestazioni atteso con la serie Momentus 5400 sono da imputare a errori nei settaggi del BIOS e nei driver del sistema operativo.

In attesa che questi problemi vengano risolti, nella speranza di poter mettere le mani su una tecnologia poco costosa e performante, mi sorge spontanea una domanda: possibile che gli ingegneri di Seagate non abbiano testato a fondo il loro nuovo drive sul sistema Windows Vista, prima di immetterlo sul mercato?

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