L’ambiguo rapporto tra giornalismo e Web 2.0

Una delle più importanti rivoluzioni del Web 2.0 consiste nella diffusione del fenomeno dell’User Generated Content, ovvero nella possibilità che siano gli stessi utenti (in precedenza considerati solo come destinatari e fruitori del Web) a crearne i contenuti. Questo fenomeno, che trova applicazione in tutte le più diffuse forme di comunicazione del Web 2.0 come

Una delle più importanti rivoluzioni del Web 2.0 consiste nella diffusione del fenomeno dell’User Generated Content, ovvero nella possibilità che siano gli stessi utenti (in precedenza considerati solo come destinatari e fruitori del Web) a crearne i contenuti.

Questo fenomeno, che trova applicazione in tutte le più diffuse forme di comunicazione del Web 2.0 come il blog, i wiki o i social network, ha delle percussioni dirette sul modo in cui l’informazione viene generata, diffusa e controllata.

In Italia, dove l’informazione è sempre stata delegata e “riservata” ai giornalisti (ovvero a professionisti dell’informazione il cui status è testimoniato dall’appartenenza all’Ordine dei Giornalisti), l’avvento degli strumenti che permettono a chiunque di aprire canali Web di informazioni “deregolamentati” è stato un parto decisamente travagliato.

Sgomitando tra i meandri delle varie leggi sull’editoria e aggrappandosi alle evidenti potenzialità mediatiche di Internet, oggi accanto all’informazione istituzionale delle testate registrate e dei giornalisti si assiste al proliferare di iniziative Web 2.0 legate al mondo della contro-informazione molto interessanti. Il giornalismo partecipativo, i magazine online, alcuni progetti collaborativi come wikipedia in questo senso sono solo alcuni dei fenomeni più significativi.

Dalla tutela della libertà di informazione alle riflessioni sull’affidabilità delle fonti e dei “giornalisti improvvisati”, dalla necessità di una deontologia condivisa da tutti gli operatori dell’informazione alle opportunità offerte dai mezzi tecnici dei nuovi media, dall’osservazione di come i media tradizionali si stiano adeguando a furor di popolo al modo di comunicare del Web, al ruolo della blogosfera e alla percezione che di essi ne ha l’opinione pubblica, i temi scottanti degni di un dibattito approfondito sono davvero molti.

Come vedete l’ambiguo rapporto tra informazione istituzionale e informazione 2.0?

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