Quanta e il computer senza hardware

Al giorno d’oggi, la maggior parte degli utenti di PC home hanno configurato una rete casalinga: vuoi per l’utilizzo di Internet su più computer, vuoi per la condivisione di file multimediali, tanti utenti hanno trovato, nella rete locale, una soluzione ai problemi di condivisione. Si tratta di casi, quindi, in cui in una rete casalinga

Al giorno d’oggi, la maggior parte degli utenti di PC home hanno configurato una rete casalinga: vuoi per l’utilizzo di Internet su più computer, vuoi per la condivisione di file multimediali, tanti utenti hanno trovato, nella rete locale, una soluzione ai problemi di condivisione. Si tratta di casi, quindi, in cui in una rete casalinga si condivide un hard disk (o una parte di esso) o la connessione ad Internet, ma se si condividesse anche l’hardware necessario al funzionamento del PC?

È l’idea che ha avuto Quanta, annunciata oggi a Taipei dal direttore Berry Lam, il quale ha appunto dichiarato che la sua società, in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (MIT), è attualmente al lavoro per la realizzazione di un computer virtuale.

Il funzionamento, infatti, richiede la condivisione di un server centrale, mentre ogni postazione virtuale disporrà di una connessione di rete wi-fi, una TV e periferiche di input. Ed è proprio tramite wi-fi che la postazione comunica con il server il quale, elaborando i dati, trasmetterà il contenuto alla TV.

In realtà la pratica escogitata da Quanta non è del tutto originale: si tratta infatti di un qualcosa di già attuato in passato, con vecchie macchine basate su sistemi *nix, ma che al giorno d’oggi non ha però ottenuto grossi consensi.

I recenti lavori di ottimizzazione dei sistemi di virtualizzazione, migliorati anche con l’introduzione di nuove istruzioni all’interno dei nuovi processori a 64-bit e la diffusione delle reti anche in ambito casalingo, hanno però sicuramente creato nuovi interessi economici da parte delle grandi aziende informatiche.

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