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Class action contro Network Solutions e ICANN

Un gruppo di cittadini americani ha intentato causa contro Network Solutions, accusata di bloccare i domini web non ancora registrati per instaurare un monopolio. L'accusa riguarda anche ICANN, che non avrebbe vigilato a sufficienza

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Un gruppo di cittadini americani ha da poco depositato la documentazione per una class action nei confronti della società Network Solutions, accusata di aver condotto politiche scorrette nel settore della registrazione di domini Internet. La causa legale è stata intentata presso la Corte distrettuale della California centrale e mira a una particolare procedura comunemente applicata da Network Solutions. Ormai da tempo, la società della Virginia provvede a registrare i domini oggetto di ricerca nelle proprie pagine Web impedendo, di fatto, agli utenti di attivare la registrazione di un dominio presso un servizio concorrente.

Secondo Network Solutions, la strategia di preregistrazione automatica dei domini ricercati sarebbe invece fondamentale per salvaguardare gli interessi dei propri clienti. Utilizzando la funzione “Find a domain” sul sito della società, chiunque può verificare se un dato dominio sia già stato registrato o non sia ancora utilizzato. Dopo pochi secondi dalla ricerca, se si tenta di eseguire la medesima operazione con un altro servizio di hosting il dominio non risulta più disponibile perché già prenotato da Network Solutions. Si è così costretti a registrare il proprio dominio con la società della Virginia, con prezzi generalmente poco concorrenziali e una evidente limitazione della libertà di scelta per gli utenti.

La class action intentata in questi giorni mira a contrastare la politica commerciale attuata da Network Solutions. Benché la società abbia provveduto a specificare sul proprio sito Web il funzionamento del sistema per la ricerca dei domini, numerosi utenti contestano il principio stesso della strategia commericiale di Network Solutions. Nonostante sia possibile recedere dal contratto entro cinque giorni, ottenendo l’eventuale rilascio del dominio, l’azienda obbliga gli utenti ad acquistare un servizio a circa 35 dollari, a fronte dei 9 dollari mediamente necessari per la registrazione di un sito Web. Secondo i sottoscrittori della class action, la società avrebbe approfittato della sua politica poco trasparente guadagnando milioni di dollari e instaurando un vero e proprio monopolio.

Oltre a Network Solutions, la class action riguarda anche l’ICANN, l’ente preposto al controllo e alla coordinazione dei nomi a dominio sul web. Per i cittadini impegnati nell’azione legale, l’istituzione internazionale non avrebbe vigilato a sufficienza sulle politiche adottate dalla società della Virginia per la registrazione dei domini. Inoltre, l’ente non avrebbe dato vita ad alcuna iniziativa ufficiale per criticare, o sanzionare, il comportamento di Network Solutions.