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Google e il calo di click consapevole…

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Recentemente è stata riportata la notizia del tonfo sul Nasdaq di un buon 4,6% delle azioni di Google in seguito all’annuncio da parte di ComScore, società che si occupa di ricerche sul mercato online, di un leggero calo dei click sugli annunci AdSense nel mese di Gennaio.

Alcuni analisti avevano immediatamente pensato che si trattasse di un segnale molto importante che presagiva il coinvolgimento del motore di ricerca nella temuta recessione americana. Secondo tali voci, in vista di possibili problemi economici futuri, stavano diminuendo i consumi online e di conseguenza l’interesse a cliccare sugli AdSense.

Pare però che le ragioni di questo calo siano diverse e tutto sommato non solo più semplici ma, in prospettiva, più logiche. Sembra infatti che ci siano meno click sugli annunci AdSense perchè, per una precisa e consapevole scelta di Google, ci sono meno annunci su cui poter cliccare.

La stessa ComScore, intervenendo nuovamente sui risultati della sua ricerca, si è affrettata in questi giorni a precisare che:

È noto che Google cerca di individuare quelli che ritiene essere gli annunci migliori. Infatti ha introdotto un punteggio legato alla qualità che utilizza per definire il posizionamento degli Ads. Al decrescere della qualità aumenta il prezzo che va pagato per poter essere mostrati. Inoltre l’offerta di spazi disponibili per gli annunci è stata recentemente ridotta. L’effetto di tali scelte se da un lato riduce il numero di click dall’altro ne aumenta il valore unitario. Quindi gli introiti di Google non necessariamente soffriranno di tale calo.

Sembra dunque che si tratti di una lungimirante scelta volta, essenzialmente, come spesso accade per la società di Mountain View, a migliorare la qualità del servizio proposto agli utenti finali nella perfetta consapevolezza che questo si tradurrà successivamente in valore per l’azienda.

Se l’utente riesce a trovare ciò che cerca con pochi click, significa che quest’ultimi hanno un tasso di conversione maggiore o comunque generano leads migliori e che quindi valgono di più. Un impostazione di questo tipo ha due effetti principali: sul versante di chi naviga, ovviamente, migliora il servizio del motore di ricerca mentre sul versante degli advertiser premia un certo modo di fare marketing orientato alla contestualità e alla precisa segmentazione del mercato.

Quindi credo si possa affermare che non assistiamo a nulla di nuovo e la possibile recessione centra poco in questo caso. Le linee guide che hanno consentito a Google di affermarsi come leader sul mercato delle ricerche online stanno semplicemente coinvolgendo sempre più il suo servizio di Advertisement.

Arriveremo al Trust Rank anche per gli Ads? …o ci siamo già.