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Chip in grafite per circuiti più piccoli ed efficienti

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Fino ad oggi il silicio è stato la base per qualsiasi chip in commercio, tuttavia, di anno in anno, ci si avvicina sempre di più al limite fisico di miniaturizzazione per le tecnologie basate su questo materiale e ,da ormai diverso tempo, ricercatori di tutto il mondo sono impegnati nel trovare nuove soluzioni.

IBM, sempre in prima linea nella ricerca, afferma di aver trovato un sistema per realizzare transistor, notevolmente più piccoli di quelli attuali, utilizzando la grafite.

A quanto dichiarato dagli scienziati impegnati nel progetto, si sarebbe finalmente riusciti a:

eliminare l’interferenza indesiderata dei segnali elettrici, generata quando si riduce il grafene, una forma di grafite bidimensionale dello spessore di un singolo strato atomico, a dimensioni dell’ordine di appena qualche atomo.

Come spiegato da Phaedon Avouris, lo scienziato che guida la ricerca di Big Blue nell’area dei nanotubi di carbonio e del grafene:

Su nanoscala, l’impatto sul rumore dell’Effetto Hooge è fortemente amplificato, perché le dimensioni si avvicinano ai limiti più piccoli, fino ad appena una manciata di atomi, e il rumore generato può essere maggiore del segnale elettrico che si deve ottenere, rendendo inutile il dispositivo.

Ed ancora:

Per citare il famoso fisico Rolf Landauer, alla nanonscala il rumore è il tuo segnale; in altre parole, non è possibile produrre alcun dispositivo elettronico utile in nanoscala se il rumore è paragonabile al segnale che si sta tentando di generare.

La novità è che il gruppo di ricerca avrebbe finalmente trovato un sistema per sopprimere il rumore dei dispositivi basati sul grafene. In un articolo pubblicato sulla rivista Nano Letters, si spiega come due fogli di grafene, messi l’uno sull’altro, riducano il rumore in modo significativo, aprendo dunque la strada verso la realizzazione di dispositivi a base di grafite.