QR code per la pagina originale

Craigslist non è responsabile dei suoi annunci

Una Corte d'appello federale statunitense ha assolto Craigslist dall'accusa di aver pubblicato annunci discriminatori sul proprio portale. L'attività del sito sarebbe di semplice intermediazione e dunque non legata ai contenuti degli annunci

,

Il portale Craigslist non ha alcuna responsabilità per aver recentemente ospitato annunci pubblicitari discriminatori sulle sue pagine. Sembra non avere dubbi in proposito la corte d’appello federale statunitense che nelle ultime settimane ha esaminato il caso. La sentenza costituisce una vittoria per il sito web, che raccoglie ogni mese mediamente gli annunci di 30 milioni di utenti interessati a vendere, comprare o ad affittare beni e servizi senza spese aggiuntive di commissione.

La querelle legale che ha visto protagonista Craigslist risale a circa due anni fa, quando un gruppo di legali di Chicago decise di citare in giudizio la società del portale per aver ospitato annunci promozionali discriminatori nei confronti di razza, genere e orientamento religioso. Alcune pubblicità riportavano, infatti, la dicitura «non per le minoranze» o «non per bambini» in contrasto, secondo l’accusa, con i regolamenti previsti dal Fair Housing Act e quindi inadatti anche per un giornale.

Secondo i tre giudici della corte d’appello federale, Craigslist non avrebbe commesso alcuna azione illecita poiché non è il diretto editore dei contenuti pubblicitari pubblicati, come invece avviene per i comuni giornali. Il portale avrebbe dunque svolto il semplice ruolo di intermediario, permettendo agli utenti di entrare in contatto tra loro e scambiarsi opionioni e informazioni sulle offerte pubblicate. Coerenti con la loro sentenza, i tre giudici hanno consigliato al gruppo di avvocati che aveva intentato causa di ricercare i diretti responsabili dell’annuncio pubblicitario. In seguito alla vicenda legale e per non urtare la sensibilità dei propri utenti, Craigslist ha inserito da pochi giorni alcune integrazioni al proprio regolamento, ricordando agli inserzionisti la loro responsabilità diretta nel pubblicare annunci offensivi e discriminatori. La decisione della corte d’appello federale potrebbe costituire un precedente per le numerose cause legali analoghe a quella di Craigslist, giocate spesso sul significato attribuito al ruolo di «mediatore» di un sito web.