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Errare è umano, perseverare è giornalistico

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Qualcuno si ricorderà quando, in occasione dei tristemente noti fatti di Perugia, il blog dei ragazzi coinvolti furono portati online come se dovesse essere un chissà quale sortilegio avere un blog o un video in rete. Dopo lo sbigottimento dei primi minuti fu chiaro a tutti come fosse quello un evidente caso di meschina spettacolarizzazione di un triste fatto di cronaca.

Piovvero critiche, si moltiplicò lo sdegno, ma il potere dei click rese sordo e immune il sistema a tutto ciò: the show must go on.

Ecco, lo spettacolo che prosegue. Repubblica.it, ieri pomeriggio, homepage.

Semplicemente: è stato trovato online un video del ragazzo coinvolto nell’incidente di Roma. La redazione ha ripreso il video (nessun embed, ma riportato pari pari sul canale video di Repubblica.it) e lo ha anche esploso in tutta una serie di (totalmente inutili) frame. Si evidenzia poi “l’incredibile” balletto effettuato in auto davanti al videofonino (ma dal cruscotto è facile vedere come l’auto, evidentemente ad un semaforo o in coda, fosse praticamente ferma). Ogni mezzo torna buono per dare in pasto al lettore immagini, roba che invece che con gli occhi la si legge con la pancia. Il filmato, peraltro, viene intitolato: “Roma, il video dell’investitore”. Nulla di errato, se non l’ammiccamento secondo cui sembra che il video riprenda l’investitore nel momento dell’incidente. Curiosità, voyerismo, sadismo: tutto in un click. Anzi, in 1+1+1+20=23 pageview.

Ah, poi nel riassunto (dopo tutto questo cocktail di emozioni) c’è il fermo richiamo di uno dei candidati premier, il quale preannuncia la linea dura di fronte a cotanta tragedia. (Ma non voglio pensare male, no no no no no no: citazione nascosta per ripristinare la par conditio. Chi la scopre merita un plauso).

Errare è umano. Ma questo, sembra chiaro, è invece deliberata perseveranza: qui c’è dolo. E Internet ancora una volta se ne fa involontario strumento.

Disclaimer: nel presente post non si intende parlare in alcun modo dell’incidente o dei suoi protagonisti, ma solo ed esclusivamente del modo in cui informazioni estranee sono state utilizzate nel contesto di questo tragico fatto di cronaca.