Gli italiani amano l’email

Gli italiani risultano essere famelici fruitori di posta elettronica: hanno spesso più di un account a testa, ricevono circa 20 mail al giorno e sono iscritti in media a 6 mailing list pro capite. E la pubblicità, soprattutto, è tutto sommato ben accetta

La ricerca analizza l’approccio degli italiani con l’email ai fini di valutare con maggior affidabilità l’impatto di tale strumento di marketing sulla popolazione. Ne scaturisce il fatto che «Più del 95% dell’utenza Internet italiana dichiara di essere iscritta ad almeno una mailing list», mentre la media delle iscrizioni procapite è pari a 6.3. I servizi più cercati sulle mailing list:

  • Servizi di viaggi e turismo (47%)
  • Servizi di operatori di telefonia fissa o mobile (45.2%)
  • Informazione di attualità (45.1%)
  • Servizi e siti di eCommerce / aste online (43.9%)
  • Online community di cui si fa parte (43.8%)

Seguono con percentuali minori mailing list legate ad associazionismo, ISP, servizi finanziari e informazione sportiva. Ma la ricerca indaga anche su quelle che sono le abitudini di consultazione della posta da parte degli utenti:

  • Il 55.2% degli utenti fornisce il proprio indirizzo di posta elettronica principale all’atto dell’iscrizione alle mailing list, mentre il 22.4% fornisce un indirizzo secondario. Vien fatto notare che «Il dato è interessante perchè solo il 21% della popolazione web non ha alternative di fronte a questa domanda (avendo a disposizione un solo indirizzo eMail). Il restante 34% dei casi è composto da individui che pur avendo alternative decidono di utilizzare la casella di posta principale»
  • «In meno della metà dei casi (il 44%) le immagini contenute nelle mail sono attivate di default. Si nota un’area piuttosto limitata di individui che rifiutano le immagini nelle mail (15%) mentre una quota restante che copre il 40% del’utenza dichiara di caricare le immagini con un’operazione volontaria»
  • Viene rilevato come l’utenza sia ormai pienamente consapevole delle caratteristiche dello strumento mail, denotando una certa maturità nell’uso della posta e degli strumenti relativi. «Da notare il fastidio limitato della pubblicità e l’elevato il ricorso all’unsubscribe» nel caso di ricezione di posta indesiderata
  • «Rispetto alla pubblicità sul Web, integrata nei contenuti di un editore, l’inserzione pubblicitaria contenuta in una mail spedita da una mailing list tende ad essere vissuta come un’intrusione. Non c’è significativa differenza, tuttavia, rispetto al fastidio, percepito più o meno allo stesso modo tra Web e mail»
  • Il volantinaggio è pratica bocciata in tutto e per tutto. A specifica domanda, le reazioni degli utenti di fronte alla pubblicità depositata nella propria buca delle lettere è molto negativa, mentre ogni proposta risulta molto più ben accetta se ricevuta via mail o tramite una lettera formale
  • «L’eventuale richiesta di collaborazione alla Customer Base (attraverso l’invito via mail alla compilazione di
    un questionario) ottiene effetti positivi in almeno il 30% dei casi (attenzione: dato dichiarato e ottenuto su un campione di rispondenti…) e aumenta se accompagnato dall’erogazione di un incentivo. La disponibilità tende a salire al crescere della forza della relazione (fiducia e interesse reciproco nel rapporto).
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