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Accordo chiude la causa contro i colori di Apple

Dopo dieci mesi, un accordo tra le parti ha sancito la chiusura di una class action contro Apple, accusata di aver fornito informazioni fuorvianti sugli schermi LCD dei suoi MacBook Pro. Cupertino prometteva milioni di colori, ma solo in simulazione

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A dieci mesi di distanza dalla deposizione degli atti, Apple ha raggiunto un accordo per la risoluzione consensuale di una causa sui suoi display per i dispositivi portatili. Il patto stipulato tra gli autori dell’accusa e Apple pone fine a una querelle legale che nel corso della primavera del 2007 aveva destato molto interesse, particolarmente nella blogosfera americana. Come spesso avviene in questi casi, i termini dell’accordo raggiunto non sono stati diffusi e Apple non ha rilasciato alcun commento.

Nel maggio dello scorso anno, due fotografi professionisti avevano depositato i documenti per una class action contro Apple, accusata di aver fornito informazioni fuorvianti su alcune caratteristiche degli schermi LCD dei suoi MacBook Pro. Nello specifico, secondo l’accusa i dispositivi venduti da Cupertino non erano in grado di mostrare milioni di colori, ma solo di simularne la visualizzazione con alcuni applicativi per il dithering. Stando alle loro dichiarazioni, Fred Greaves e Dave Gatley (i due fotografi) avrebbero acquistato i MacBook Pro convinti dalle informazioni pubblicitarie che parlavano chiaramente di una definizione caratterizzata da milioni di colori. Nella realtà dei fatti, invece, gli schermi LCD non erano tecnicamente in grado di visualizzare una gamma così alta di colori, ma solo di simularne l’effetto: una differenza non da poco per chi lavora tutto il giorno con immagini ad alta definizione.

Le informazioni, a loro giudizio, vaghe fornite dalla casa costruttrice aveva spinto i due fotografi a intentare una azione legale collettiva nei confronti di Apple la scorsa primavera. A distanza di una decina di mesi, però, il legale rappresentate di Greaves e Gatley ha comunicato alla Corte di San Diego (California) di aver raggiunto privatamente un accordo con Apple, ritirando quindi l’azione legale contro Cupertino. Secondo numerose indiscrezioni, la scelta di raggiungere un accordo sarebbe stata dettata dal numero molto esiguo di clienti della mela disposti a unirsi alla class action. Il futuro del castello accusatorio era dunque meno variopinto del previsto.