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Open Office XML è finalmente standard ISO

L'International Standards Organization e la International Electrotechnical Commission hanno riconosciuto il formato Office Open XML come standard ISO IS 29500. Si conclude così per Microsoft un travaglio durato oltre 14 mesi

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Come annunciato da ECMA, l’International Standards Organization (ISO) e la International Electrotechnical Commission (IEC) hanno approvato il formato Office Open XML come standard internazionale. Il 75% dei membri nazionali partecipanti alla votazione (noti anche come “membri P”) si sono espressi in favore dell’approvazione di tale standard mentre solamente il 14% di tutti i voti hanno mostrato un parere negativo (una lista dettagliata delle votazioni è disponibile attraverso un apposito pdf). L’approvazione richiedeva un esito positivo superiore al 66,66% con una percentuale di voti negativi non superiore al 25% del totale. Open XML diviene così uno standard internazionale riconosciuto dall’ISO al pari dei formati PDF, HTML e OpenDocument (ODF), standard ISO dal maggio 2006.

«L’approvazione ISO/IEC di questo standard globale rappresenta una importante pietra miliare nel nostro intento di supportare l’accesso a miliardi di documenti binari esistenti e di permettere l’interoperabilità tra le applicazioni da ufficio e i sistemi line-of-business», ha dichiarato Dr. Istvan Sebestyen, Secretary General di Ecma International. Il risultato è uno standard aperto in grado di venire incontro alle continue richieste da parte dell’industria. Sono già molte infatti le aziende, anche italiane, ad aver adottato l’Open XML all’interno delle loro applicazioni traendo vantaggio dall’interoperabilità che tale formato mette a disposizione.

Se da un lato il formato Office Open XML ha raggiunto finalmente la sua consacrazione definitiva come standard internazionale, dall’altro rimane ancora circondato da numerose perplessità. Bocciato in prima battuta dall’ISO, senza contare le presunte irregolarità della votazione che sono emerse nel contempo, presenta una documentazione di ben 6546 pagine (contro le 867 previste dal formato Open Document), risultando difficilmente consultabile e rendendo ardue le successive revisioni del formato.

Punto Informatico ha sentito a tal proposito Andrea Valboni, National Technology Officer di Microsoft Italia, il quale ha dichiarato: «le polemiche potranno venire archiviate molto rapidamente, e così certi eccessi. Non è peraltro la prima volta che nel mondo degli standard si crei un nuovo standard in un’area tecnologica dove già ne esistono altri. Spero che certe cose pian piano lascino il posto a spazi di collaborazione che si sono già visti al Ballott Resolution Meeting, già lì anche dai paesi che hanno votato no hanno avuto un apporto critico ma costruttivo. Inutile spendersi in polemiche sterili quando si può dialogare su fatti che hanno rilevanza – insiste – Qui si parla di standard, di un oggetto che un domani può non esserci più. Si tratta di capire tra persone che lavorano in questi ambiti quale sia la strada migliore da intraprendere».