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Seesmic acquisice Twhirl: in arrivo un client per “twittare” video?

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Da qualche mese gira in rete il nome della startup Californiana Seesmic, lanciata dall’imprenditore Loic Le Meur che ha lasciato la sua Parigi per andare ad inseguire l’American Dream in Silicon Valley.

Seesmic ha l’ambizione di essere il Twitter dei video, ovvero consentire alle persone di caricare i propri video e di ricevere risposte, sempre video, dagli altri utenti.

La beta privata è andata bene e attorno a Seesmic si è costruita una community abbastanza solida che ora è destinata ad espandersi ancora di più, dato che Seesmic ha acquisito Twhirl: il popolarissimo client per Mac e PC che consente di inviare i propri “tweets” su Twitter.

Alla base di questa scelta, come racconta lo stesso CEO Le Meur, vi sono essenzialmente due esigenze. La prima è quella di lanciare Seesmic in grande stile, quando sarà forte anche di un efficace client per inviare in modo semplice i propri video, la seconda è quella di stabilire un presidio anche in Europa.

Twhirl era del tedesco Marco Kaiser che continuerà a lavorare al progetto, dando quindi un respiro europeo alla community, peraltro già ora molto eterogenea.

Che il 2008 sarebbe stato l’anno dei video era cosa nota, quel che bisogna caprie è se Seesmic riuscirà davvero ad essere il “Twitter del video“, partita che si gioca tutta sull’usabilità e semplicità. Twitter ha sfondato perchè consente di tenersi in contatto con i propri amici in modo immediato, Seesmic deve mirare altrove per avere lo stesso successo.

Il grande valore di Seesmic sta secondo me nell’opposto di Twitter, cioè conversare con gente che non conosci affatto e con i quali non entreresti mai in contatto se non grazie a Seesmic. Poter fare una domanda e ricevere risposte da persone di culture, Paesi ed etnie diverse è secondo me stupendo, soprattutto perchè arricchite dal video che restituisce anche una serie di informazioni legate alle emozioni e al linguaggio non verbale.

Se Seesmic saprà risolvere il problema della “barriera all’ingresso” potrà essere una killer app dei video, altrimenti rischierà di rimanere un simpatico strumento per comunicazioni tra “geeks”.