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Yahoo, la trimestrale non cambia il destino

La trimestrale Yahoo non restituisce lo stupore che avrebbe dovuto suggerire a Microsoft un innalzamento dell'offerta di inizio febbraio. Buoni i risultati, ma nulla più. Yang, quindi, mette le mani avanti aprendosi ad ogni soluzione. Microsoft compresa

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L’ultimo tentativo della difesa di Yahoo era con una trimestrale che sapesse mettere in fuorigioco Steve Ballmer. Ora che anche l’off-side non è riuscito, per Microsoft la strada sembra autenticamente spianata e l’accordo con Yahoo sembra ormai qualcosa di già scritto, sebbene ancora nessuno abbia detto la parola fine. Ma l’ultimatum si avvicina a passi rapidi e qualunque sia la conclusione è ormai prossima a giungere.

Relativamente alla trimestrale, Yahoo ne entrava con enormi aspettative e ne esce con una sommaria delusione. Perchè se i risultati sono sommariamente buoni, sul limite delle stime degli analisti, al tempo stesso i numeri non sono in grado di stupire e l’effetto a sorpresa che avrebbe potuto spiazzare Microsoft non è riuscito. Nell’after-hour, quindi, YHOO passa in terreno negativo dopo aver chiuso le contrattazioni stabilmente a 28.54 dollari, poco sotto i livelli dell’offerta avanzata da Microsoft il 1 febbraio scorso. Tutto immutato, nessun terremoto, Wall Street sembra credere con sempre maggior convinzione alla tranquillità che traspare da Redmond fin dall’inizio delle trattative.

I risultati della trimestrale Yahoo sono sostanzialmente in linea con le previsioni, con un margine di leggero vantaggio relativamente agli utili. L’introito netto ammonta a 542.1 milioni (37 centesimi per azione), con profitti per 154 milioni (11 centesimi contro i 9 attesi). Le entrate lorde sono aumentate del 9% giungendo ad un totale da 1.82 miliardi e senza variazioni in prospettiva per la parte restante dell’anno. Le notizie migliori provengono da Alibaba, la controllata cinese che tanti timori ha già espresso relativamente ad un possibile passaggio di mano da Sunnyvale a Redmond, la quale porta al valore Yahoo nuovi 401 milioni “non-cash” di ossigeno.

Prima della trimestrale, i risultati in arrivo erano stati sbandierati come una possibile arma per difendersi da Microsoft, ma Ballmer aveva subito fatto spallucce augurando tutto il bene possibile a Yahoo e rimanendo con sommaria certezza sulle posizioni ufficialmente espresse dal suo gruppo. In concomitanza con l’annuncio della trimestrale, Jerry Yang ha poi espresso parole più di resa che non di rivalsa: «Il nostro team rimane aperto ad ogni alternativa, incluso un accordo con Microsoft».

L’ultimatum dettato da Microsoft scadrà nel giro di pochi giorni. Quella di Yang sembra un’apertura significativa, ma senza cambiamenti improvvisi il prossimo passo è la preannunciata offerta ostile con una battaglia a suon di deleghe potenzialmente deleteria per entrambi i contendenti. Il CEO Yahoo parla di massimizzazione del valore del gruppo come obiettivo ultimo del suo operato, il che equivale ormai ad un’ottica di breve periodo che sembra esaurirsi nella/e opzioni di vendita disponibili.