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Cellulari e iPod possono causare allergie

Non solo i pollini, ma anche gli iPod e i cellulari possono causare stati allergici nei soggetti particolarmente sensibili. Metalli e componenti sono alla base di numerose dermatiti e reazioni cutanee da non sottovalutare

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Il periodo primaverile si tramuta spesso in un incubo per quei milioni di persone che soffrono di allergie ai pollini e alla polvere. Ma il rigoglio di piante e fiori non sembra essere l’unica causa degli stati allergici. Secondo alcuni medici, infatti, i dispositivi tecnologici come iPod e cellulari potrebbero causare vere e proprie reazioni allergiche nei soggetti maggiormente sensibili.

Il curioso avvertimento proviene dal portale Vitals.com, che raccoglie nei propri database le informazioni su oltre 720mila medici attivi negli Stati Uniti, offrendo agli utenti profili dettagliati per scegliere il medico più adatto alle loro esigenze. Alcuni gadget tecnologici costituirebbero, dunque, una nuova causa per lo sviluppo di particolari allergie soprattutto tra i soggetti che utilizzano i dispositivi per molte ore al giorno. La prolungata esposizione a cellulari, iPod e palmari sarebbe la principale causa per l’insorgenza di questi stati allergici.

«Oltre alle tipiche allergie causate dai pollini generalmente in aumento nel corso dei mesi primaverili, i tecnofili dovrebbero tenere in considerazione il fatto che alcuni dei loro gadget preferiti potrebbero essere alla base di alcuni sintomi allergici»  ha dichiarato Todd Rosengart, medico e professore al policlinico della Stony Brook University (NY, USA) nonché cofondatore del portale Vitals.com. Secondo Rosengart, i telefoni cellulari potrebbero rivelarsi deleteri per quei soggetti maggiormanete sensibili ai metalli generalmente utilizzati per la produzione dei telefonini. Il nichel, per esempio, è largamente utilizzato nella produzione delle batterie per i dispositivi mobili e alcuni suoi residui potrebbero causare occasionalmente dermatiti e sfoghi cutanei.

I rischi di contrarre un’allergia di questo tipo sono comunque molto remoti e legati alle predisposizioni dei singoli individui a sviluppare, o meno, particolari stati allergici. La crescente esposizione ai dispositivi tecnologici pone, comunque, numerosi interrogativi sulle possibili interazioni di metalli e componenti con il nostro organismo. L’implementazione e la progressiva introduzione di materiali anallergici potrebbe costituire, in futuro, la migliore soluzione per lasciare a polvere e pollini il loro primato di allergeni.