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Intelligenza economica e strumenti di ICT

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Si chiama “e-readiness Ranking Results” ed è una ricerca di mercato che registra per l’Italia un dato un po’ preoccupante. Il dato riguarda un momento produttivo che in Italia è parecchio sottovalutato da molte fra le più grandi aziende: il rapporto con Internet.

Lo sviluppo del business con strumenti Web va quindi a rilento, nonostante crescano i siti che fanno pubblicità mirate, le aziende non si fidano del Web, della virtualità, preferiscono il cinema o metodi pubblicitari che rispecchiano una visione mediatica tradizionale e non danno sbocco a idee nuove, a cui nessuno è ancora abituato.

Un caso esemplare è intimissimi, che dopo un investimento davvero imponente per la produzione di uno clip televisivo firmato da Muccino e incoronato dalla presenza di Monica Bellucci, non ha neppure una sezione aziendale commerciale via Web, mentre ha una fiorente attività di produzione fotografica e cinematografica.

Per fare un evidente riscontro di un migliore utilizzo delle tecnologie Web da parte dell’azienda basta controllare il sito della nike, che ti permette addirittura di costruire, tramite un’animazione in flash, l’oggetto che poi ti sarà spedito a casa.

La ricerca realizzata da IBM e dall’Economist Intelligece Unit tiene conto di numerosi criteri sia qualitativi (tanto bistrattati nell’ICT italiano) che quantitativi, e noi risultiamo all’ultimo posto per quello che riguarda il business via Internet della zona euro.

Come infrastrutture tecnologiche abbiamo una posizione mediana, che ha il sapore di qualcosa di non negativo, ma neanche positivo, mentre siamo all’avanguardia per quello che riguarda la regolamentazione del fenomeno, che in Italia è sempre presente i sovrabbondanza.

La ricerca avanza anche due consigli, il primo dei quali è quello più ovvio; aumentare gli investimenti in infrastrutture; mentre il secondo è una questione più complessa e riguarda il rapporto fra le istituzioni pubbliche e le aziende.

Secondo l’Economist Intelligece Unit questo rapporto dovrebbe divenire di partnership collaborativa e far finalmente crescere le possibilità di sviluppo di imprese che dalle istituzioni pubbliche si sentono invece sobillate, con il pensiero fisso di trovare un modo per sfuggire alla loro presa mordente.