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TomTom, crollano i profitti

Dai 43,7 milioni di Euro di un anno fa, TomTom è passata agli attuali 7,3 mln di utile netto. Il crollo è dovuto alla mancanza di scorte e a una gestione poco efficace dei costi produttivi. La società olandese punta al prossimo trimestre per il rilancio

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Non è un momento particolarmente semplice per TomTom. Il primo produttore al mondo di sistemi per la navigazione satellitare, nel settore consumer, registra in questi giorni la più grande caduta dei profitti dalla commercializzazione dei suoi primi navigatori nel 2004. L’utile netto per la società olandese è sceso dai 43,7 milioni di Euro dello scorso anno agli attuali 7,3 milioni, pari a circa 6 centesimi per azione.

I risultati di TomTom hanno sorpreso numerosi analisti, preparati a una sensibile diminuzione degli utili, ma non al di sotto dei 9 milioni di Euro. Tra le principali motivazioni che avrebbero portato alla riduzione dei profitti, la società olandese indica la progressiva riduzione delle scorte nel corso del primo trimestre del 2008 e la decisione di ribassare i prezzi dei dispositivi in vendita in attesa dei nuovi modelli più avanzati tecnologicamente. TomTom sconterebbe, inoltre, la difficoltà di contenere i costi nei cicli produttivi a causa del progressivo aumento dei prezzi delle materie prime.

Le speranze della società olandese sono ora riposte nel prossimo trimestre in cui, salvo complicazioni o imprevisti, non dovrebbero più verificarsi gli episodi di scarsità delle scorte rivelatisi molto dannosi per le finanze del produttore di navigatori satellitari. Inoltre, secondo l’amministratore delegato di TomTom Harold Goddijn, l’acquisizione di Tele Atlas iniziata con un avvicinamento nel corso dell’estate del 2007 non avrebbe ancora espresso pienamente il proprio potenziale. Le nuove mappe offerte dal provider di contenuti (affiliato peraltro a Google) dovrebbero consentire una concorrenza più stringata e ficcante nei confronti di Garmin, il diretto competitor di TomTom. Mentre la società olandese è fortemente radicata nel mercato europeo, occupando il 46% del settore, negli Stati Uniti fatica ancora ad affermarsi (23% di market share) proprio a causa della concorrenza con Garmin.