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I “flog” diverranno reato in UK

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Il governo inglese promulgherà alla fine del prossimo mese (Maggio 2008) la Consumer Protection from Unfair Trading Regulations, una serie di regolamentazioni per la tutela del consumatore. All’interno di queste disposizioni, ci saranno sanzioni (tra cui anche la detenzione) per coloro che creano e gestiscono i cosiddetti flog.

Questa parola altro non è la contrazione di fake blog ovvero blog falso, blog fasullo.

Si tratta di blog creati da dipendenti di un’azienda (o da collaboratori da essa pagati), che si fingono comuni consumatori e elogiano o giustificano l’operato dell’azienda stessa.

Di recente sono stati scoperti flog che sarebbero commissionati da aziende quali Sony, Edelman per conto di Wal-Mart, McDonalds e altri.

Ma facciamo qualche esempio concreto: il blog Working Families for Wal-Mart, creato da una presunta comunità di cittadini per affermare l’importanza dell’azienda per le famiglie americane (in realtà commissionato alla Edelman per ragioni di marketing) e Exposing Wal-Mart’s Paid Critics, blog in cui si sosteneva che i detrattori dell’azienda erano in realtà pagati dai sindacati per il solo fine di danneggiare l’immagine della compagnia.

Altro esempio è il flog alliwantforxmasisapsp.com che, sotto le spoglie di un blog personale, di un appassionato di PlayStation, nascondeva un’operazione di marketing affidata da Sony a un’agenzia di comunicazione Web.

I flog inquinano quindi la blogosfera, rendendo incapaci gli utenti di sapere se ciò che leggono è il parere di un semplice cittadino o un’operazione di marketing costruita ad arte per conto di qualche grande compagnia.

Per questo motivo, quando operazioni di questo tipo vengono smascherate, è sempre positivo per la comunità dei blogger e per i consumatori.

Cosa succederà adesso che passeranno le nuove normative britanniche? I flog stranieri verranno oscurati o andranno incontro a problemi con la legge inglese?

Al di là delle leggi, il motivo principale per evitare questo tipo di pratiche è, a mio parere, il potenziale danno all’immagine per l’azienda.

Quindi cari flogger: attenti all’effetto boomerang.