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Artisti e creatori? Tutelati (o quasi) anche su Second Life

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Foto tratta da Flickr

Anche se forse se ne parla un po’ meno rispetto al passato, Second Life continua ad esistere e ad essere utilizzato da milioni di persone in tutto il mondo. Uno degli aspetti più interessanti da mettere in luce è quello delle problematiche giuridiche che possono presentarsi tra i suoi residenti. Sono questioni che richiederebbero sicuramente più ampi approfondimenti ed analisi, ma mi permetto in questa sede di fornire qualche breve spunto di riflessione, in particolare su alcuni aspetti legati alla proprietà intellettuale.

A ben guardare, l’esistenza di una seconda vita e di un altro mondo, seppur virtuale, moltiplica le possibili violazioni, perché oltre al caso ordinario di marchi del mondo reale violati nel mondo reale, che trova, come sappiamo, tutela nel mondo reale, esiste il caso di marchi creati nel mondo reale e violati in Second Life, di marchi creati in Second Life e violati nel mondo reale, nonché di marchi creati in Second Life e violati in Second Life.

Guardando il piccolo schema qui sotto forse il discorso può risultare un po’ più semplice:

I termini di servizio che si accettano nel momento in cui si crea un avatar sono d’altra parte chiari, affermando da un lato che gli oggetti creati in Second Life sono tutelati come opere dell’autore (punto 3.2), dall’altro che i residenti sono soggetti alle norme del Digital Millennium Copyright Act (punto 4.3).

Esiste poi un’apposita pagina, sul sito ufficiale, dove viene spiegato dettagliatamente l’iter da seguire per richiedere la rimozione del materiale protetto. Per quanto riguarda lo stato attuale delle cose, a livello pratico, non si può affermare che esista una situazione ben definita ed assestata, e tanto meno che esista una giurisprudenza consolidata in materia. Il primo caso di una certa rilevanza di cui si ha notizia sembra essere quello di cui si parla in una notizia di quasi un anno fa, secondo la quale il design di un sexy-letto sarebbe stato copiato e venduto ad un prezzo notevolmente inferiore.

È emblematico il fatto che solo dopo diversi mesi di investigazioni private è stato scovato il presunto autore della violazione. Un aspetto da tener presente è infatti la non facile identificazione delle persone reali che stanno dietro agli avatar. Problema non da poco, soprattutto se i violatori si trovino in altri Stati. A complicare il tutto, Linden Labs, la società proprietaria di Second Life, viene accusata di ignorare i reclami per violazione di copyright, con conseguente frustrazione per gli imprenditori elettronici.

Segnalo infine, per chi volesse approfondire e restare aggiornato sulle problematiche giuridiche, un blog americano, nato in realtà da un altro caso (una questione di proprietà immobiliare), ma costantemente aggiornato sul tema, ed il canale Reuters su Second Life, in particolare la sezione business.