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Congresso USA e Net Neutrality

Il Congresso degli Stati Uniti, impegnato nella redazione di una nuova legge per regolamentare Internet, approfondirà le tematiche legate alla net neutrality. L'ipotesi di minori limitazioni per l'accesso alla Rete preoccupa, però, la RIAA

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Proseguono alacramente negli Stati Uniti i lavori per la messa a punto dell’Internet Freedom Preservation Act, una legge tesa a regolamentare con maggior precisione la possibilità di accesso e fruizione della Rete da parte dei cittadini statunitensi. Dopo un lungo pressing, alcuni membri del Congresso americano sono riusciti a inserire, nella discussione in corso per la legge, il delicato tema della “network neutrality”. Per analizzare approfonditamente le tematiche legate alla neutralità della Rete, e all’integrale accesso ai servizi da essa offerta senza limitazioni da parte dei provider, saranno avviate otto consultazioni pubbliche, in cui esperti di Internet ed esponenti politici avranno modo di confrontare apertamente le loro posizioni.

Terminata la fase di consultazione, i risultati dell’indagine saranno comunicati al Congresso, che sarà tenuto a considerare con attenzione le dichiarazioni e le raccomandazioni emerse dalla discussione sul tema. La neutralità della Rete è divenuta un tema di scottante attualità in seguito alle iniziative di alcuni Internet Service Provider tese a precludere l’accesso alle reti peer to peer da parte dei loro clienti. Comcast, in particolare, ha spesso difeso con convinzione le proprie politiche per disincentivare l’utilizzo dei sistemi di file sharing p2p da parte dei propri utenti, per poi rivedere in parte le posizioni assunte nel corso degli ultimi mesi.

La decisione del Congresso degli Stati Uniti di valutare possibili risoluzioni per la net neutrality ha destato non poco scetticismo tra quei soggetti che vedono i loro interessi minati da una eccessiva libertà in Rete. Da sempre attenta ai fenomeni di pirateria online, la RIAA, la lobby dell’industria discografica americana, ha accolto molto duramente l’ipotesi di una legge tesa ad allargare le maglie dei controlli online. Secondo l’associazione dei discografici, infatti, solo una maggiore collaborazione tra gli ISP e l’industria dello spettacolo potrebbe arginare rapidamente la pirateria.

Edward Markey, uno dei promotori della nuova legge per Internet, ha seccamente smentito la RIAA, ricordando come la sua proposta non abbia alcuna intenzione di proteggere e lasciare impuniti gli atti di pirateria online. Secondo il membro del Congresso, tutti gli utenti della Rete dovrebbero poter accedere ai contenuti del Web, reti di file sharing comprese, senza alcun tipo di penalizzazione o restrizione. Mentre la partita politica sarà probabilmente ancora lunga, tra gli ISP statunitensi cresce la preoccupazione per i vuoti legislativi non ancora colmati, che talvolta non consentono di distinguere con precisione come gestire il traffico dei propri clienti.