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Microsoft torna in aula contro l’UE

Improvvisamente Microsoft torna a rivangare i vecchi difficili rapporti con la Commissione Europea. Redmond si è appellata contro la Commissione chiedendo uno sconto sulla multa record da 1.4 miliardi di dollari. Dall'UE nessuna risposta immediata

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Una mossa improvvisa, del tutto inaspettata. Quando i conti sembravano finalmente chiusi dopo anni di battaglia legale, Microsoft ha estratto dal cilindro del proprio team legale un nuovo appello contro la Commissione Europea. Insomma, per l’ennesima volta il caso viene riaperto.

Dopo l’ultima multa i giochi sembravano chiusi una volta per tutte. Microsoft aveva in qualche modo accettato la sentenza e sembrava autenticamente disposta a cambiare direzione. Nuova documentazione fu messa a disposizione di gruppi terzi per una migliore interoperabilità con la galassia Redmond, le circostanze sembravano essere favorevoli per una autentica virata. Con questa nuova decisione, sebbene non si entri nel merito del dibattere, le vecchie certezze sembrano in qualche modo minate se non altro perchè l’argomento torna a Bruxelles ed il destino dell’onerosa multa torna in discussione.

La sensazione iniziale è che al nuovo caso al centro del dibattere vi sia esclusivamente una questione monetaria. Microsoft, insomma, si ripresenta sul pianerottolo della Commissione Europea semplicemente per elemosinare uno sconto della pena: 1.4 miliardi di dollari rappresentano un record storico e, visto quanto successo in passato in situazioni analoghe, Microsoft sembra ambire ad un gesto di clemenza che allenti quantomeno la presa sulle casse del gruppo. Dal giorno della sentenza i rapporti tra le parti sembravano maggiormente tesi anche se Neelie Kroes in alcune occasioni aveva dimostrato di non aver intenzione di mollare il proprio pressing sull’azienda USA. Con questa nuova richiesta Microsoft e Commissione tornano su piani avversi, ma difficilmente il discorso potrà essere ripreso in mano: è oggi solo una questione di denaro.

«Abbiamo proposto questo appello in uno sforzo costruttivo alla ricerca di chiarezza da parte della Corte. Non stiamo asserendo null’altro»: così Microsoft ha spiegato la propria improvvisa iniziativa. Si attende ora una risposta da parte della Commissione Europea, in primis per capire le possibilità di successo dell’appello ed in seguito per interpretare tra le righe come la commissione accolga tale documentazione dopo le dichiarazioni di facciata che avevano progressivamente riavvicinato le parti.