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ADUC, tentativo di class action anti-Microsoft

L'ADUC ha mosso il primo passo formale per procedere verso la class action contro Microsoft. L'obiettivo è quello di chiamare a raccolta quanti vogliono chiedere rimborso per le copie di Windows preinstallate e non rimborsate

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«Ad oggi sono centinaia le segnalazioni di utenti sulla impossibilità di ottenere questo rimborso [Rimborso del Sistema Operativo Microsoft Windows preinstallato (OEM)]. Sono diverse le cause individuali avviate e quella “pilota”, promossa da noi presso il giudice di pace di Firenze, è stata vinta. Ma l’adire cause individuali non può che riguardare un numero limitato di utenti, quelli più tenaci e convinti disposti anche a sobbarcarsi il peso di una causa giudiziaria. Per cui, visto l’alto numero di utenti coinvolti e l’importanza della questione in ambito di libertà di mercato, abbiamo deciso di prepararci per agire con un’azione giudiziaria collettiva. Quella class action che – nonostante la normativa in vigore ne abbia limitato pesantemente l’efficacia che ha in altri Paesi – dovrebbe essere praticabile a partire dal prossimo 1 luglio 2008, quando la legge entrerà in vigore»

Con questo comunicato l’ADUC sta portando avanti il proprio tentativo di class action contro Microsoft, alla ricerca di un riscontro per tutti quegli utenti che nel tempo non sono riusciti ad ottenere il rimborso per la copia di Windows avuta “OEM” con i pc acquistati. I motivi della class action affondano le radici in una prima vittoria ottenuta il 25 novembre 2005 davanti al Giudice di Pace di Firenze. Nel frattempo anche in Italia sono state in qualche modo introdotte le class action e l’esperimento ADUC è uno dei primi in questa direzione.

«Il nostro consiglio, per coloro i quali non intendano utilizzare il sistema operativo preinstallato, è quello di non accettare le condizioni del contratto che appaiono a monitor (o meglio ancora di formattare il PC e installare ciò che si vuole) e comunque non utilizzare tale software, contattare prontamente l’assistenza del produttore del PC per ottenere le informazioni relative alla procedura del rimborso. Nel caso in cui queste non esistano o siano palesemente inaccettabili bisogna mandare la raccomandata con il nostro modulo per la richiesta di rimborso. Se ancora il produttore non volesse soddisfare le vostre richieste non resta che valutare la possibilità di ricorrere al Giudice di Pace, come abbiamo fatto noi».

Il comunicato relativo all’azione intrapresa prosegue indicando innanzitutto il target cercato: «La class action che prepariamo, come stabilisce la legge, è rivolta esclusivamente ad acquirenti privati (ovvero che non abbiano fatto l’acquisto tramite partita Iva) di computer con sistemi operativi preinstallati che non abbiano accettato la licenza d’uso del software né l’abbiano mai utilizzato».

Infine, ADUC chiede un primo passo per valutare l’opportunità dell’iniziativa. Nulla di ufficiale, insomma, si cerca solo un consenso sufficentemente ampio per motivare un’azione ostile in campo legale: «Per ora basta compilare il modulo che segue e fornire informazioni dettagliate sulla propria vicenda. La compilazione non comporta alcun impegno. Per il momento serve a raccogliere informazioni ed a verificare un effettivo interesse collettivo». Il sito ufficiale del’associazione mette a disposizione tutto quanto necessario per informarsi sulla class action con tanto di modulistica per la richiesta del rimborso.