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Google 2.0

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Ne ha fatta di strada big-G: negli ultimi tempi si è parlato anche di Google TV e non passa settimana senza che un “nuovo servizio Google” venga pensato, lanciato o “buzzato” online.

Ma a tutto deve essere posto un limite e per restare con i piedi per terra è bene riprendere, ogni tanto, la strada maestra.

Per l’azienda di Brin e Page la strada maestra ha un nome ben preciso: search. Google, anche se per molti ormai è tutt’altro, resta il motore di ricerca più utilizzato al mondo. E per seguire i suoi utenti nel processo evolutivo che sta mutando il modo di approcciare il Web, non può permettersi di restare fermo alle SERP del millennio passato.

Quelli di Google lo sanno bene: gli investimenti nel settore sono più che ingenti e le SERP, ovviamente, non sono rimaste ferme al 1998. Oggi vediamo spuntare immagini e video… ma ancora non basta.

Io ho immaginato una pagina di risultati sullo stile di un portale Web 2.0. Vi porto un esempio di questa immaginazione per spiegarmi:

sto cercando il nuovo modello di automobile che voglio acquistare, lo digito nella search box e Google mi genera in pochi secondi tre tipi di risultati: testuali, come quelli attuali; performanti, ovvero presumibilmente affini (modelli concorrenti, oppure schede prezzi e siti dei concessionari più vicini dove l’autovettura è in vendita; visivi, ovvero spot pubblicitari, video girati all’interno di un punto vendita, il video del salone dell’auto in cui è stato presentato il modello che ho cercato.

Qualcosa di più di una semantic search… una sorta di tabellone interattivo, un mondo che si apre a fronte di una semplice ricerca di informazioni.