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Sergey Brin va in orbita, so what?

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Mentre inizia a depositarsi l’e-polverone per il tanto covato keynote di Steve Jobs e l’arrivo dell’atteso iPhone 3G, un’altra notizia ha iniziato a rimbalzare per blog, forum e siti di informazione senza sosta. Di che scoop si tratta? Ma naturalmente della scelta di Sergey Brin, il cofondatore di Google, di fare un giretto in orbita con un volo spaziale a pagamento.

Il baldo tycoon della Silicon Valley pare abbia pagato la bellezza di 5 milioni di dollari per prenotare un’opzione per farsi venire il mal di stomaco in una angusta astronavicella Soyuz in viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale. Il volo spaziale è previsto per il 2011 e costituisce uno dei pochi viaggi privati nel cosmo fino ad ora organizzati per eccentrici dilapidatori delle loro fortune. Per Brin sarà un po’ come trovarsi a casa sulla Soyuz, considerate le sue origini moscovite.

Brin confida che la cifra sborsata per la prenotazione dell’escursione extraterrestre possa servire per l’implementazione di nuove soluzioni per i voli spaziali, immagine molto nobile, che sembra però cozzare con gli effettivi costi miliardari degli attuali progetti spaziali. L’obolo per il viaggio andata e ritorno è comunque notevole. Stando a quanto comunicato dalla Associated Press, il viaggio sarà organizzato con una filosofia “charter”. Brin dovrebbe quindi condividere una Soyuz appositamente modificata con un altro turista dello spazio e con un cosmonauta che avrà il compito di guidare il torpedone spaziale fino alla Stazione Spaziale Internazionale.

La notizia, naturalmente curiosa, ha monopolizzato per qualche ora tutte le principali fonti di informazione online, portando in secondo piano fatti e avvenimenti sicuramente di maggior peso. In occasioni come queste, la Rete si scopre tutto di un colpo come una enorme Versailles digitale pronta a sorridere e a compiacere sovrani e reggenti che ne determinano in buona parte il destino. Come tanti cortigiani, accorriamo alla corte dei grandi trust per curiosità e spesso per vedere riaffermato il nostro rango, sia esso il più alto o il più infimo nella scala sociale apolide del Web. Non mancano naturalmente i giullari, pronti a spernacchiare il Sovrano, i servi, i parassiti e laggiù nell’angolo del salone, tra Google Apps e Gmail i cospiratori, intenti a macchinare per ordire le trame della prossima rivoluzione.

Brin, l’Astro del Web (uno dei tanti), raggiungerà presto la sua orbita e scoprirà che il Pianeta Azzurro, da lassù, è ben diverso da Google Earth…