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Nuove funzionalità di Google Trends

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Nel SEO si fa spesso rifermento a Google Trends, per poter visualizzare l’andamento nel tempo di determinate keyword, da sole o in relazione ad altre: di sicuro lo strumento (già di per sé gratuito) risulta molto utile per un’efficace campagna di Web Marketing.

Tuttavia, quello che mancava, fino ad adesso, era la possibilità di esportare i dati in un formato che consentisse di visualizzarli offline, potendo magari lavorarci ulteriormente utilizzando un foglio di calcolo o un database.

Da qualche giorno ciò è possibile; gli utenti che si registrano gratuitamente a Google Trends potranno infatti scaricare una versione in formato CSV (“comma separated values”) dei dati che interessano loro, per poi proseguire l’analisi e il raffronto utilizzando ad esempio Excel o inserendoli in un database di qualsiasi genere.

La mossa di big-G sembra azzeccata, e credo che da adesso saranno in molti a decidere di cominciare ad utilizzare sistematicamente questo servizio, grazie al valore aggiunto offerto dall’esportazione dei dati.

In questo modo, Google consolida la propria posizione anche in questo settore, sebbene offrendo servizi gratuiti, che non generano un profitto diretto.

Ma come si potrebbero utilizzare tutti questi dati, resi finalmente “pubblici”? Sebbene l’utilizzo tramite foglio di calcolo può già rivelarsi interessante (sappiamo bene quanto è noioso utilizzare l’interfaccia browser per visualizzare dati e doverli poi ricopiare “manualmente” da qualche altra parte), credo però che l’utilizzo tramite database offra ulteriori potenzialità.

Un’idea interessante sarebbe importare i CVS in un database MySQL e, tramite un programma in PHP, poter realizzare una serie di tool avanzati, che consentano di generare grafici personalizzati, analisi statistiche dettagliate e quant’altro.

Ulteriore funzionalità aggiunta è quella denominata Trends for Websites, che permette ora di confrontare i trend non solo facendo riferimento alle parole chiave, ma anche ai domini Web.

L’unico “inconveniente” è che solo i siti più importanti sono presenti; i siti che ricevono poco traffico, che non sono stati indicizzati da Google, o che non rispondono alle Quality Guidelines, vengono esclusi.

È arrivato quindi il momento di cominciare a fare un po’ di “data mining”, per cui consiglio a chi sia interessato a questo servizio, di cominciare ad utilizzarlo adesso, per avere da subito un potente strumento in più per la propria campagna di Web Marketing.

Come ben si comprende, infatti, in questo campo chi arriva per primo è sempre avvantaggiato sugli altri, e coloro che “digeriscono” troppo lentamente le innovazioni, rischiano di vedersi lasciare indietro molto rapidamente.