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ICANN libera tutti

L'ICANN ha deciso: dal 2009 si potrà registrare qualsiasi dominio previa presentazione di esplicita richiesta a prezzi pattuiti. I possibili problemi sono però molti e si attende ora un regolamento attuativo prima di dare il via alla critiche

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Eh si, è tutto un magna magna. La si può anche pensare così. L’ipotesi è tutto fuorché blasfema. L’ICANN, infatti, nel tempo ha dimostrato di saper fare molto bene di conto e nel tempo ha innalzato il proprio fabbisogno in modo progressivo pur vedendo praticamente fissi i costi di gestione del sistema in incarico. L’aumento esponenziale è derivato da viaggi e iniziative varie, da una struttura sempre più pesante, da tutta una serie di appendici che potrebbero aver costretto ad una ulteriore accelerazione per sostenere un trend confermatosi anche nell’ultimo bilancio.

Per l’anno 2009 il budget necessario all’ICANN sarà di quasi 60 milioni di dollari. Nell’anno che va a concludersi il gruppo si sostiene con una cifra di poco superiore a 40 milioni. In comune i due bilanci hanno 22.2 milioni per le operazioni quotidiane, mentre per il resto è tutto un aumento. Le “iniziative chiave” passano da 13.2 a 23.1 milioni; «IDN and new gTLD» da 3.3 a 8.6 milioni; una piccola voce ulteriore sale da 2.7 a 3.3 milioni. Il budget cresce quindi da un anno all’altro passando da 41.4 a 57.2 milioni, 40% circa in soli 12 mesi.

Porsi la domanda è quantomeno lecito: l’ICANN sta agendo nell’interesse della rete o sta semplicemente foraggiando la propria struttura con azioni e decisioni fini a se stesse? Le recenti decisioni in materia di domini sono state prese in funzione di una più efficiente economia della rete o piuttosto di un più ricco bilancio per un ente sempre più strategico e centrale per il potere e le funzioni accentrate in sé? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca…