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Apple cita in tribunale il suo clone

A pochi mesi dalla commercializzazione dei primi cloni Mac, Apple ha deciso di depositare una causa contro Psystar, la società della Florida che vende computer assemblati equipaggiati con l'OS Leopard. La causa potrebbe trascinarsi a lungo

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Quando verso la fine di aprile Psystar iniziò la vendita e la distribuzione dei primi “cloni” dei dispositivi di Apple, appariva molto probabile la possibilità di una azione legale da parte di Cupertino. Così, a distanza di meno di tre mesi, la società della mela ha infine deciso di fare causa a Psystar per la violazione di alcuni copyright. Una operazione attesa e mirata ad arrestare la vendita dei Mac clonati equipaggiati con i sistemi operativi di Apple, in violazione delle licenze per i software di Cupertino.

La notizia, trapelata solamente nelle ultime ore, fa riferimento a una causa depositata lo scorso 3 luglio nella Corte distrettuale del nord della California a San Francisco da parte di Apple. La prima udienza, salvo cambiamenti o il raggiungimento in questi mesi di un accordo extragiudiziario, è fissata per la fine del prossimo ottobre. Tempi apparentemente lunghi, che non sembrano comunque scoraggiare la società di Cupertino, che attraverso un suo portavoce ha ricordato: «Prendiamo la cosa molto seriamente, pensiamo di essere stati derubati di una nostra proprietà intellettuale».

Al momento, la causa intentata da Apple non sembra impensierire particolarmente Psystar che, da Miami, continua normalmente la sua attività vendendo online i dispositivi equipaggiati con il software delle mela. Rispetto ai modelli ufficiali, i cloni prodotti da Psystar arrivano a costare circa un quarto e – secondo la società di Miami – offrono prestazioni equiparabili se non superiori rispetto ai tradizionali Mac. Stando alle dichiarazioni fornite da Psystar all’indomani della commercializzazione dei suoi prodotti, la differenza di prezzo sarebbe semplicemente dovuta a un minor ricarico sull’hardware rispetto ad Apple, accusata dalla società di Miami di applicare prezzi sproporzionati sui vari componenti dei suoi dispositivi.

Un computer prodotto da Psystar con Leopard preinstallato, equipaggiato con un Core2Duo di Intel a 2 GHz, 2 Gb di RAM DDR2 e una scheda grafica Nvidia GeForce 7200 Gs viene venduto a poco più di 500 dollari sul sito web della società. Fatte le dovute proporzioni, un Mac dotato di un equipaggiamento hardware simile, ma distribuito da Apple, può arrivarea a costare oltre i 1.000 dollari, quasi il doppio. Essendone la proprietaria, la società di Cupertino può installare liberamente il sistema operativo Leopard, cosa che invece tecnicamente Psystar non potrebbe fare. La licenza d’uso del software, infatti, impedisce l’installazione di Mac Os X su dispositivi prodotti da terze parti.

E proprio partendo da questo presupposto Apple ha deciso di citare in tribunale Psystar per la violazione delle sue proprietà intellettuali. L’esito del possibile processo non è comunque per nulla scontato. La licenza d’uso del software prodotto da Apple potrebbe non essere sufficiente per ravvisare un comportamento scorretto o al di fuori della legalità da parte di Psystar. Stando alle sue dichiarazioni, infatti, la società di Miami avrebbe regolarmente acquistato Leopard con tanto di licenza. La speranza per i creatori dei cloni Mac, al momento, è legata alla possibilità che la Corte distrettuale non ravvisi elementi sufficienti per procedere e attivare un processo. La querelle legale si potrebbe dunque trascinare a lungo.