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Fotografia digitale anni ’70

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La fotocamera digitale ha iniziato a farsi largo nel panorama fotografico verso le fine del millennio e spopolato in questi ultimi anni; probabilmente in pochi si chiedono quale sia stata la sua antenata. Era il 1975 quando il ricercatore Steve Sasson sviluppò per Kodak la prima macchina fotografica digitale.

Era uno strumento non facilmente trasportabile e con dei tempi di salvataggio dei file decisamente lunghi, occorrevano infatti 23 secondi per archiviare un’immagine in bianco e nero e trasferirla sul supporto magnetico di memoria: una normalissima cassetta audio.

L’immagine veniva digitalizzata attraverso uno dei primissimi sensori CCD (“charge-coupled device”) ed era poi necessario un microcomputer per effettuare il collegamento alla macchina fotografica e visualizzare l’immagine su di uno schermo televisivo.

Il prodotto non venne mai messo in commercio, ma è quasi profetico il titolo che Kodak (primo produttore mondiale di pellicole) diede alla conferenza di presentazione della macchina di Sasson: “film-less Photography” (fotografia senza pellicola), soprattutto vedendo in prospettiva il crollo di vendite di rullini fotografici e la difficile transizione verso il digitale in cui è impegnata l’azienda in questi ultimi anni per non soccombere al mercato globale.