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Il marketing si annida tra gli scaffali

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Lo sapete che l’ordine della merce sugli scaffali, nei supermarket più grossi, viene studiato a tavolino dal marketing? In pratica, i consumatori sono costretti a seguire determinati percorsi e trascorrere più tempo del necessario all’interno del punto vendita. Questo comportamento, pur indotto e non volontario, grazie alla legge dei grandi numeri ha un’incidenza ragguardevole sulle vendite.

Tutto scaturisce dal percorso primario, ovvero quello sul quale vengono disposti i prodotti di prima necessità (Pane, latte, acqua). Pensate al supermercato che frequentate abitualmente.

Nel mio caso, ho il pane all’entrata, l’acqua dalla parte opposta, vicino al latte a lunga conservazione, mentre il latte fresco è posizionato circa a metà.

Questa “assurda” sistemazione mi costringe a passare in rassegna tutti gli scaffali. Non è un ragionamento machiavellico, è pura realtà: ovviamente nessuno impedisce alle GDO di posizionare strategicamente i prodotti nei punti vendita, e così le aziende si sono attrezzate per tradurre in reddito questa opportunità.

Dal percorso primario fuoriescono infatti i diversi percorsi secondari, il più pericoloso dei quali è quello dedicato ai bambini (patatine, dolciumi, giocattoli). I genitori che ne escono vivi, e con qualche euro ancora in tasca, sono degli eroi…