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Microhoo, la speranza è l’ultima a morire

Microsoft nega, Yahoo nega, tutti negano, ma intanto il titolo Yahoo è ai minimi degli ultimi 5 anni e l'affare torna a farsi quantomeno appetibile. Chris Liddell, CEO Microsoft, si chiude in un "mai dire mai". E così YHOO rimbalza

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Ci sono delle sfumature, delle circostanze e delle sensazioni che sul mercato valgono più di qualsiasi logica. Ed è attorno a queste sfumature che si appiglia il titolo Yahoo per tornare a crescere dopo aver letteralmente toccato il fondo. La voce è sempre la stessa, ma i protagonisti sono quelli che hanno un nome che vale: Microsoft vuole Yahoo, ora e sempre, e la controparte prima o poi potrebbe alzare bandiera bianca.

Il titolo Yahoo ha aperto l’ultima seduta della settimana in totale controtendenza rispetto al resto del listino: mentre il Nasdaq si lecca le ferite, infatti, YHOO è uno dei pochissimi titoli a virare verso l’alto, peraltro con decisione. La giornata di ieri aveva invece rappresentato il capitombolo estremo: le azioni del motore di Sunnyvale erano piombate sotto quota 18 dollari, cifra non più toccata dal lontano 2002. Agli occhi di tutti gli azionisti, quindi, luccicano sempre di più i 33 dollari ad azione che Microsoft aveva offerto solo lo scorso febbraio, offerta poi duramente respinta con ostinazione da Jerry Yang e dal suo team.

Nelle settimane scorse qualcuno l’aveva predetto: la caduta della borsa potrebbe aprire nuove opportunità in quanto molte aziende potrebbero ritrovarsi in una difficile posizione, impossibilitate a difendersi da una scalata, e dunque gli interessi dei compratori potrebbero tornare ad accanirsi. Nel giro di breve Samsung è così piombata su SanDisc ed ora anche per Yahoo sembra che i giochi possano minimamente riaprirsi.

Ma non si tratta solo di una ipotesi campata per aria, quanto piuttosto di una teoria supportata dalla porta aperta che Chris Liddell, Chief Financial Officer Microsoft, si ostina a confermare. Le sue parole sono chiare, tanto semplici quanto completamente esaustive: «mai dire mai», anche se le possibilità sarebbero davvero scarse. Scarse, ma non nulle: se per caso Microsoft tornasse su Yahoo, il titolo sarebbe destinato ad una seconda esplosiva impennata che potrebbe garantire un aureo futuro agli sviliti portafogli degli azionisti. La sola minima possibilità che il tutto vada in porto, dunque, rappresenta una ghiotta occasione di speculazione che qualcuno evidentemente ha intenzione di sfruttare fino in fondo.

Liddell ammette di continuare a ritenere Yahoo un asset in declino, la cui acquisizione sarebbe pressoché priva di senso. Eppure se l’ipotesi rimane, probabilmente un qualche significato recondito deve sussistere. Liddell, insomma, tiene lontana ogni ipotesi ma si ostina in ogni modo a non chiudere definitivamente il caso. Il quale, per cui, rimane oltremodo riaperto sebbene il nome di Carl Icahn non sia più all’ordine del giorno come succedeva fino a poche settimane fa.

Ad oggi il titolo Yahoo ha perso, rispetto all’inizio del 2008, il 24.5% del proprio valore. Rispetto al giorno dell’offerta Microsoft la caduta è stata del 39%.