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Tiscali condannata da una denuncia SIAE

Tiscali ha lungamente sfruttato alcune riproduzioni artistiche all'interno del proprio portale, il tutto senza mai possederne i relativi diritti. La SIAE è dunque passata all'attacco ed il gruppo è stato condannato: 40.000 euro di multa

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Giunge notizia dalla SIAE, parte accusante, che Tiscali Spa è stata considerata colpevole per violazione di copyright per aver portato sul proprio portale tutta una serie di opere d’arte delle quali Tiscali non deteneva i diritti d’autore. La sanzione finale ammonta a 40.000 euro e la sezione “arte” del sito non è più raggiungibile.

Recita il comunicato diramato dalla SIAE: «Decisiva sentenza di condanna contro la pirateria digitale delle opere d’arte. Accogliendo la domanda della Società Italiana Autori Editori il Tribunale di Roma ha condannato la Società di telecomunicazioni Tiscali per aver diffuso nel proprio sito Tiscali-Arte immagini di opere tutelate dalla legge sul diritto d’autore, senza richiedere l’autorizzazione né corrispondere i diritti d’autore. La riproduzione on line di opere tutelate e la relativa comunicazione al pubblico non possono infatti essere attuate senza il consenso degli autori. Molte opere di oltre 170 pittori famosi, tra cui Balla, Chagall, De Chirico, Francesconi, Giacometti, Guttuso, Klimt, Magritte, Mirò, Morandi, Picasso, Severini, Sironi, Tadini, erano state riprodotte nella sezione “Arte” del sito Internet di Tiscali, con possibilità per gli utenti di ingrandire, stampare o inviare le relative immagini».

La SIAE riporta anche quella che è stata la (fallace) teoria difensiva Tiscali: «La Società Tiscali aveva eccepito la legittimità della riproduzione di tali opere – in quanto funzionale all’informazione su mostre, musei e tutto ciò che accadeva nel mondo dell’arte – secondo quanto previsto dall’art. 65, 2°comma della legge sul diritto d’autore, che consente la riproduzione o comunicazione al pubblico di opere protette, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca e nei limiti dello scopo informativo su avvenimenti di attualità. Il Tribunale, avendo riscontrato la mancanza di tali presupposti (e cioè la citazione temporanea ed attuale di un’opera, in relazione a una mostra o a un’esposizione di opere d’arte in corso e la sussistenza del mero scopo informativo), ha disposto l’inibizione della riproduzione, con ordine di immediata rimozione delle opere dal sito Internet, con la condanna di Tiscali al risarcimento danni alla SIAE – patrimoniali e non, quantificati in 40.000 euro – e la pubblicazione della sentenza sui due principali quotidiani italiani, Corriere e Repubblica».

La parte finale del comunicato riassume il filo logico di quello che rappresenta un importante precedente per la regolamentazione del settore: «Le riproduzioni di opere in formato digitale erano conservate nel sito per più giorni ed erano consultabili dopo anni, con possibilità di essere riprodotte in cartoline e utilizzate per giochi interattivi e avevano ad oggetto interi repertori di opere. Niente “diritto di cronaca”, ma riproduzione illecita di opere tutelate, con vero e proprio scopo di lucro, come dimostra l’inserzione di annunci pubblicitari nella pagina web».

Nessuna opera degradata, dunque, ma servizio che sfrutta le immagini per offrire un servizio. Nessun diritto di cronaca, inoltre, ed anzi un evidente scopo di lucro. Nessuna attenuante, vince la SIAE: Tiscali firmerà l’assegno.