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Se l’IPTV piange il digitale non ride

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Lette le ultime statistiche Auditel, la prima cosa che salta agli occhi è la pochezza dei numeri del digitale terrestre e dell’IPTV. Si parla di una percentuale di apporto di share per il primo di circa il 3,7% mentre è meno dello 0,5% per la TV via Internet.

Reputo maggiormente sconcertante il fallimento del digitale terrestre che ha avuto forti finanziamenti da parte dello stato, grandissimi mezzi e una campagna pubblicitaria a dir poco maestosa.

Ancora più scarsi sono i numeri dell’IPTV che ha un valore, a livello di share, pressoché nullo. A sua parziale discolpa però possiamo dire che questa tecnologia ha varie scusanti. In primis non dispone di mezzi e fondi paragonabili al digitale terrestre. In secondo luogo non bisogna dimenticare che per avere una IPTV bisogna avere una connessione ad Internet e già con questa affermazione stiamo tagliando fuori quasi la metà delle famiglie italiane.

La cosa che invece fa sorridere è il motivo per il quale queste tecnologie sono state bocciate dagli italiani. In pratica non forniscono niente di più di quello che dà la televisione tradizione secondo gli italiani. Le due tecnologie, che avrebbero dovuto traghettarci verso il futuro, ora come ora sono soltanto una fotocopia della vecchia TV.

Parafrasando il detto: si potrebbe dire che la TV è il vecchio che avanza. Nessuno gli fa paura e nessuno sembra in grado di contrastarla.